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Se sei Pieno di Debiti - come uscire dall'inferno dei debiti - Libero parla di Legge3.it e Gianmario Bertollo grazie a Vittorio Feltri

Sono pieno di debiti che non riesco più a pagare, come posso uscire da questo inferno?

Sono pieno di debiti che non riesco più a pagare, come posso uscire da questo inferno?

“Ho ricevuto delle cartelle esattoriali che ora mi perseguitano anche durante notte con gli incubi… come posso fare se ho così tanti debiti con equitalia e l’agenzia delle entrate?”

“Cosa mi succederà, visto che ho debiti sia con equitalia che con le banche e le finanziarie ma sono nullatenente, non ho stipendio e non posso più pagare nessuno?”

“Tutto quello che guadagno ogni mese non mi basta più per vivere, ho dovuto fare una cessione del quinto ed ho anche un pignoramento, ho paura di restare debitore a vita

“Per concedere il mutuo la banca ha chiesto la firma del coniuge e dei genitori ed ora che non ho potuto pagare le rate per colpa della crisi, stanno bussando alla porta di tutti… la mia famiglia è sommersa dai debiti, come tornare liberi se non possiamo onorare i debiti?”

Queste sono le domande tipiche che riceviamo ogni giorno da chi ci chiama al numero verde 800662518 e che stanno ormai tormentando i pensieri di milioni di Italiani.

Milioni di famiglie sono state travolte dalla crisi dopo la pandemia e siamo arrivati ad un punto molto critico:

  • ormai per riuscire ad arrivare alla fine del mese, visto che il loro nome è ormai nella lista nera dei cattivi pagatori, si trovano sempre più spesso a cercare “sostegno” altrove, ed ecco che vedono come unica strada quella di chiedere aiuto agli usurai.

Il 2020 ha segnato l’inizio di una crisi economica e finanziaria mondiale ed il nostro paese si sta trovando piegato sulle ginocchia, come non succedeva da anni.

  • Ad Ottobre la CEI ha già lanciato un grave avvertimento, un vero e proprio “allarme usura” che coinvolge 6 milioni di famiglie italiane
  • La Caritas ha dichiarato che c’è stato un aumento di mezzo milione di persone che si sono rivolti a loro per poter mangiare qualcosa. 
  • Abbiamo assistito alle rivolte in strada, piazze piene di Italiani stanchi delle limitazioni e delle promesse del governo che ha sempre disatteso… scene che non vedevamo da anni nelle nostre città.
  • Ma non solo, come era prevedibile e come temevamo tutti, siamo tornati a leggere notizie di cronaca per la disperazione di tanti imprenditori che hanno gettato le speranze e si sono tolti la vita.

Anche l’osservatorio sul sovraindebitamento che abbiamo istituito, ha registrato un incremento preoccupante sul numero di richieste d’aiuto, da parte di chi è coinvolto in una crisi da sovraindebitamento 

Dall’inizio del lock-down c’è stato un aumento del 36% di richieste d’aiuto da parte di privati cittadini, di pensionati ed anche di imprenditori sul sito legge3.it

Una situazione davvero complicata da gestire, al punto che abbiamo dovuto incrementare il numero di addetti ed ormai sono state aperte anche delle “corsie d’emergenza” per la gestione dei problemi più urgenti.

Questo perché il terrore ha invaso le nostre case!

Chi lavora come dipendente nel settore privato ha visto lo stipendio con cui manteneva la famiglia, ridotti in una piccola percentuale, con la cassa integrazione. 

Chi ha una propria attività ha visto ridursi ai minimi storici gli ordini e le vendite ed ha ricevuto solo un piccolo “ristoro” dal governo (somme che spesso non permettono neppure di coprire le spese dell’attività).

Questo “impoverimento” generale ha segnato tutto il nostro sistema economico e finanziario, tanto che si sono disposti i “blocchi” dei mutui e delle cartelle esattoriali… una misura che voleva contenere il danno, ma che presto si rivelerà insufficiente.

“Non si può curare una ferita da taglio profonda, mettendo un cerotto… si rischia di finire dissanguati!”

All’inizio della crisi sanitaria, il problema legato all’economia era trattato poco e con superficialità … solo gli addetti ai lavori più preparati e con esperienza hanno capito che stava per scoppiare la bomba… che il sistema non avrebbe retto a furia di ristori e bonus. 

Noi di Legge3.it abbiamo lanciato l’allarme sovraindebitamento già dall’inizio lock-down - forse lo hai ascoltato anche tu, durante una diretta radiofonica di “Capitan Sdebito” condotta da Gianmario Bertollo. 

Qualcuno ai tempi ci accusava di essere esagerati e di trasmettere ansia alle persone… ma la verità era un’altra: nascondere i fatti reali ci avrebbe reso complici!

Il nostro dovere è sempre stato quello di fare di tutto per aiutare la gente a non lasciarsi travolgere dagli eventi in modo imprevisto. 

Non dobbiamo dimenticarci che il sovraindebitamento non è un evento improvviso, ma la conseguenza di una lunga serie di problemi, personali, familiari, di lavoro, economici e finanziari che si accavallano, fino a diventare dei macigni che schiacciano la testa!

Ecco perché abbiamo aumentato in modo drastico la nostra divulgazione e la nostra comunicazione per sensibilizzare tutti e per far conoscere ai più bisognosi, la sola ed unica via per uscire fuori dal tunnel dei debiti. 

Cosa che invece i politici non hanno fatto, anzi non hanno voluto fare! 

Visto che neppure l’avvocato del popolo, il premier Conte, durante le sue conferenze stampa per annunciare le nuove restrizioni o i vari DPCM, non si è mai sognato di far riferimento all’unica legge che abbiamo nel nostro paese che tutela i diritti di chi è vittima incolpevole del sovraindebitamento: la legge 3 del 2012 - la legge “salva suicidi”.

Il 2020 è stato un anno in cui abbiamo fatto di tutto e di più per aiutare chi è stato travolto da questo problema ed il culmine è stato raggiunto senza dubbio proprio l’ultimo giorno dell’anno.

Il 31 dicembre 2020 Legge3.it e Gianmario Bertollo sono riusciti a portare in prima pagina la legge 3/2012 come unica soluzione all’inferno dei troppi debiti.

Per la prima volta dall’entrata in vigore della legge salva suicidi, questa notizia è stata messa in risalto nella maniera che merita: in prima pagina! 

In prima pagina su uno dei quotidiani nazionali di maggior tiratura: LIBERO.

Certamente non sarebbe stato possibile senza il coraggio e la determinazione del direttore Vittorio Feltri, che ha redatto di suo pugno un intero articolo che ha occupato un’intera pagina del giornale.

Questo si che è stato un vero supporto a chi è vittima di questa piaga sociale, perché la conoscenza è la sola ed unica via che può salvare la gente dalla disperazione!

Il direttore Feltri ha dedicato i suoi apprezzamenti al nostro lavoro ed a Gianmario Bertollo ed ha fatto anche di più: si è espresso in modo chiaro nei confronti dell’ingiustificato silenzio da parte dello stato.

“ Il governo attuale ha promulgato una raffica di decreti “ristori”, ma nessun accenno è mai stato fatto, in nessuna delle decine di conferenze stampa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, né dei suoi ministri, alla possibilità di trovare un vero ristoro nella legge del 2012 [...]”

Ha dichiarato Feltri, ad ha aggiunto:

Trovo disgustoso questo silenzio, una tessera che si affianca alla ragnatela di grassatori, profittatori, creditori feroci, enti schiacciasassi, truffatori che balzano all’assalto della nave in difficoltà.”

Questo articolo che è stato dedicato alla legge 3 del 2012, da uno dei più importanti giornalisti italiani, è da considerare "di interesse sociale” e tutti dovrebbero poterlo leggere.

Ecco perché cliccando qui sotto troverai l’articolo pubblicato su Libero il 31 Dicembre 2020, in formato pdf

Puoi scaricarlo gratuitamente, senza neppure doverti registrare a questo sito.

Questa pubblicazione si deve considerare “storica” - non perché sia stata l’unica volta che un giornale parla della legge3.it o di Gianmario Bertollo, al contrario, nella sezione della rassegna stampa di questo sito potrai renderti conto di quante volte la stampa ed i media nazionali ci hanno dedicato spazio e ci hanno interpellati come esperti.

Si tratta di una pubblicazione storica per due motivi:

  1. La divulgazione è partita direttamente dalla volontà personale del direttore della testata giornalistica, che ha firmato di suo pugno l’editoriale e l’articolo, perché aveva lo scopo di “mettere in risalto” l’importanza di queste informazioni.  
  2.  Il secondo motivo è che questa visibilità così amplificata arriva alla fine di un anno terribile per il nostro paese, come a voler significare un buon auspicio, che le cose possono cambiare e migliorare per tutti quelli che hanno bisogno.

Quello che tutti dobbiamo augurarci è che chi vive il dramma del sovraindebitamento non si lasci mai sconfiggere dalla disperazione. 

La mancanza di speranza è infatti il motivo numero uno che dà il via alle tragedie.

Chi si toglie la vita per queste ragioni lo fa perché non ha più nessuna prospettiva davanti, perché vede ormai tutto buio e non crede di avere nessuna possibilità di liberarsi dai debiti.

► Come farò a mantenere la mia famiglia

► Non riuscirò mai a permettere ai miei figli di studiare per garantirsi un futuro migliore

► Tutti i miei progetti stanno andando in fumo, perderò per sempre tutto quello che ho costruito con sacrificio e sudore della fronte…

► Cosa diranno mai i miei familiari, i miei amici… mi sento un fallito e non merito perdono per aver fatto così tante sciocchezze… è solo colpa mia.

Nasce un senso di frustrazione tale da oscurare la ragione, tutto appare insormontabile… ecco perché è necessario ribadire in tutti i modi ed in tutti i canali di comunicazione, senza sosta e senza tregua che:

Se sei pieno di debiti che non riesci a pagare esiste la soluzione.

Se tutti si trovassero davanti agli occhi questo tipo di messaggio, con la stessa insistenza e la stessa capillarità con cui il governo ci sensibilizza ad usare le mascherine ed a mantenere le distanze con gli altri,  il problema si risolverebbe definitivamente in tempi rapidissimi.

Ma non è così ancora…

La pubblicazione di Vittorio Feltri su Libero non deve restare un caso isolato, ma deve essere il primo di una lunga serie di eventi di comunicazione di massa che devono scuotere gli animi e dare speranza a chi si sente perduto.

Ecco perché è fondamentale sottolineare il fatto che la soluzione al problema dei troppi debiti non è una favola, ma una certezza… perché liberarsi dai debiti è un diritto che la legge italiana ormai riconosce da nove anni!

Chi ha più debiti di quanti ne possa pagare ha il diritto di vederli ridotti e cancellati, grazie alle procedure della legge 3/2012 “salva suicidi”.

Uscire fuori dal tunnel dei debiti è possibile, anzi è certo (se ti affidi a professionisti specializzati).

Liberarsi dai debiti per ripartire puliti è anche garantito (per chi si affida a noi); come hai potuto vedere, navigando su questo sito, legge3.it è l’unica organizzazione a livello nazionale che ha portato a buon fine il 100% delle pratiche, nei tribunali di tutta Italia (anche in quelli in cui non era mai stata fatta una pratica di sovraindebitamento). 

Uscire Fuori dal Tunnel dei debiti significa rinascere

  • Com’è successo ad Amed, che abbiamo aiutato a cancellare l’82% dei suoi debiti con banche, finanziarie ed Equitalia;

 

  • oppure ad Armando, che ha ottenuto la cancellazione dell’80% dei suoi debiti grazie al nostro aiuto;

 

  • ed ancora, com’è stato per Giovanna che da un debito iniziale di 443.000 € dovrà pagarne solo 9.750 € in 5 anni (una riduzione del 98% dei debiti - la maggior parte con Equitalia e poi con banche e finanziarie).

 

E com’è successo a tante e tante altre famiglie che abbiamo aiutato, le cui storie puoi leggere su questo sito e sul gruppo facebook di Legge3.it 

Ed ancora nei prossimi giorni arriveranno nuove sentenze a favore di chi si è affidato a noi per liberarsi dai debiti grazie alla legge 3 e sempre più famiglie saranno salve da questo Inferno!

Se in questo momento anche tu pensi di avere un problema di sovraindebitamento, se non riesci più a pagare tutte le rate che hai, se hai già ricevuto raccomandate da banche e finanziarie che rivogliono i loro soldi, tutti e subito, se hai ricevuto la notizia che vogliono farti dei pignoramenti, se la tua busta paga o la tua pensione è a rischio, o la tua casa o l’auto… 

Insomma, se non sai come fare a far fronte a tutti i tuoi impegni, non perdere la calma!

  • Rivolgiti a noi per una consulenza gratuita che ti permetterà di capire in che modo risolvere il tuo problema grazie alla legge 3 del 2012 

Anche se sei nullatenente o se i tuoi debiti nascono da un’attività in cui eri socio o titolare, o se i tuoi debiti coinvolgono dei tuoi familiari… con la nuova legge 3 adesso ci sono maggiori possibilità.

Compila adesso il modulo qui in basso per essere ricontattato oppure chiama il numero verde 800 66 25 18

La soluzione a tutti i tuoi problemi è sempre più vicina e fare questo primo passo non ti costerà nulla, ma ti cambierà la vita.

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Sono pieno di debiti che non riesco più a pagare, come posso uscire da questo inferno?

FUORI DAL TUNNEL DEI DEBITI

Il nuovo libro di Gianmario Bertollo, con la prefazione di Vittorio Feltri

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la nuova legge 3

COME SARÀ LA NUOVA LEGGE 3 NEL CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA

ANZI, COM’È GIÀ… dopo il nostro impegno per anticiparne l’entrata in vigore!

Infatti è meglio dire com’è diventata la legge 3 del 2012 dopo che è stata modificata, inserendo le variazioni previste dal Nuovo Codice Della Crisi D’impresa.

Si, al sesto tentativo, le norme sul sovraindebitamento previste dal Codice che entrerà in vigore in settembre 2021, sono diventate immediatamente applicabili grazie al loro inserimento nella legge 3 del 2012.

E’ un grande risultato, ottenuto dall’unione di Magistrati, Associazioni, Professori Universitari e operatori del settore (noi di Legge3.it), che fin dalla comparsa della Pandemia di sono prodigati affinché dette norme fossero anticipate anziché rinviate.

Ma quali sono queste norme?

Le vediamo fra un attimo, prima andiamo ad analizzare il perché sono importantissime.

 

Perché la legge 3 del 2012 ha avuto una così scarsa applicazione pur essendo passati quasi nove anni dalla sua entrata in vigore?

Viene subito da pensare che da molti venga considerata una legge che agevola i furbi.

Me ne rendo conto anche e soprattutto discutendo con le persone o leggendo certi commenti nelle nostre pagine social: “i debiti vanno pagati” oppure “è una legge fatta per i furbi” o ancora “tanto vale indebitarsi e poi ricorrere alla legge”.

Questi sono luoghi comuni.

La realtà però va molto vicino a questo pensiero.

Nel nostro Paese il debitore è ancora visto come un soggetto da combattere, una persona da allontanare dalla società, un delinquente.

La stessa legge fallimentare (che ricordo è contenuta in un Regio Decreto del 1942) è stata scritta con questo obiettivo:

  • allontanare il fallito dalla società.

Tanto più che fino a non molti anni fa, al debitore incappato in un fallimento era proibito poter tentare di riaprire una qualsiasi attività e addirittura gli era proibito il voto alle elezioni.

DECOCTOR ERGO FRAUDATOR” : Debitore Insolvente e quindi Truffatore, diceva un giurista del 1300.

Questa frase fu attribuita infatti a Baldo degli Ubaldi professore di diritto in molte Università dell’epoca, a proposito di chi non riusciva a pagare i propri debiti. 

Questo concetto è così impregnato nella mentalità di avvocati, commercialisti e giudici che è molto difficile da estirpare.

E prende le sue origini da molto prima del ‘300.

  • Nell’antica Grecia per il debitore insolvente era previsto un trattamento severissimo che si riassumeva nella frase “chi non ha denaro, pagherà con il corpo”, e quindi molte volte il debito veniva pagato con la schiavitù se non addirittura con la vita.
  • Le cose non miglioravano nell’antica Roma dove il debitore diventava di proprietà del creditore e quindi lo poteva vendere al mercato degli schiavi.

Soltanto più avanti i debitori vennero distinti in due categorie: quelli in mala fede e quelli in buona fede.

 

I primi continueranno a pagare con il corpo i loro debiti insoluti ma anche per quelli in buona fede i trattamenti non erano poi così magnanimi: rimanevano esclusi dalla vita militare, politica e amministrativa.

Se in principio per loro era proibito anche assistere ai pubblici spettacoli, in un secondo momento furono ammessi in un settore specifico a loro riservato in modo che potessero essere riconosciuti, sbeffeggiati e insultati dal resto del pubblico.

Nei secoli successivi non andò molto meglio per chi non riusciva a onorare i suoi impegni finanziari.

  • Nel 1500 era prevista la morte per chi entro tre mesi non fosse riuscito a stipulare un concordato con i creditori.

Questo succedeva anche nello Stato Pontificio.

  • Nel Regno di Napoli la legislazione bancaria del 1536 prevedeva per i falliti la pena di morte.

Solo nella Serenissima Repubblica di Venezia, che di commercio viveva e capiva forse un po’ più di altri, erano previste per legge trattative fra debitore e creditori.

In quell’epoca, proprio nella Serenissima Repubblica, prese piede l’usanza di spezzare il bancone usato dai banchieri insolventi nelle piazze delle città.

Nasce quindi in quei tempi il termine “bancarotta.

In certi comuni, i falliti venivano fatti girare per la città legati con una corda a un asino vestiti della sola camicia. Da qui nacque il detto restare in maniche di camicia”.

Nel 1779 il Granduca Pietro Leopoldo di Toscana abolì il carcere per i debitori e in seguito la giurisprudenza subì l’influenza del codice di commercio Napoleonico che prevedeva la distinzione tra bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice.

Anche il codice emanato alcuni anni dopo l’unificazione d’Italia del 1865 prevedeva questa distinzione.

E arriviamo al 1942, quando con il Regio Decreto n. 267 del 16 marzo, viene regolamentato il fallimento dell’impresa e dell’imprenditore.

Obiettivo principale, come abbiamo già visto, è quello di dare massima soddisfazione ai vari creditori attraverso una parità di trattamento.

Questa garanzia viene attuata dall’ordinamento attraverso delle procedure che hanno come scopo quello di liquidare il patrimonio dell’imprenditore per soddisfare i creditori.

Queste procedure prendono il nome di procedure concorsuali e prevedono l’intervento dell’autorità giudiziaria.

Lo scopo principale è la drastica riduzione dell’autonomia imprenditoriale mediante la sottrazione all’imprenditore delle disponibilità dei beni e la nomina di un organo con funzioni di controllo sull’esercizio dell’attività.

Ben diversa la visione del fallimento nei paesi anglosassoni e principalmente nel paese più ricco e industrializzato al mondo, gli Stati Uniti d’America.

Negli USA l’opinione comune è che se una persona non ha avuto almeno un fallimento nella sua vita professionale, è una persona incompleta.

Da questo punto di vista la cultura americana è totalmente diversa dalla nostra.

Per loro non è pensabile creare un’azienda di successo senza sbagliare e il fallimento è un elemento naturale del mercato.

Chi fallisce deve essere messo in condizione di rimontare in sella e ripartire.

Ripartire per poter ripagare i debiti contratti precedentemente.

La Legge 3 del 2012 era nata proprio con questi presupposti, cioè dare all’indebitato la possibilità di ripartire da zero e diventare di nuovo risorsa attiva per il Paese.

Qui da noi invece, equiparandola alla legge fallimentare per le imprese, quasi tutti i soggetti coinvolti nella procedura, e quindi avvocati, commercialisti, gestori, OCC e giudici, hanno tenuto sempre la “mentalità punitiva” erede del <<Decoctor Ergo Fraudator>> di antica memoria.

Ma qualcosa sta cambiando e ancora una volta su iniziativa della Comunità Europea che alla fine del 2014 invitava gli stati membri a un nuovo approccio al fallimento delle imprese e dell’insolvenza.

La risposta alla crisi dovrebbe consistere, secondo l’Europa, nel creare un sistema efficiente di ristrutturazione e riorganizzazione delle imprese, che permetta loro di sopravvivere alle crisi finanziarie, di operare in modo più efficace e se necessario di ripartire da zero.

A seguito di queste raccomandazioni, nel 2015 l’allora Ministro della Giustizia Andrea Orlando nominò la cosiddetta commissione Rodorf (dal nome del magistrato chiamato a presiederla).

Compito della commissione era la predisposizione di un disegno di legge per la revisione delle norme in materia concorsuale.

Ne scaturì la legge delega n. 155 del 19 ottobre 2017 diretta a riformare integralmente la materia dell’insolvenza e delle procedure fallimentari.

Dai lavori della commissione, a seguito della legge delega, nacque alla fine del 2018 il Codice della Crisi d’impresa e dell’Insolvenza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 febbraio del 2019.

L’entrata in vigore era fissata per il 15 agosto 2020. Vedremo in seguito che purtroppo questa scadenza non è stata rispettata.

Nel nuovo codice spariscono del tutto le parole fallimento e fallito che tante tragedie umane hanno provocato nel tessuto sociale italiano.

Obiettivo delle nuove norme non è più far chiudere le aziende e liquidare il patrimonio dell’imprenditore per soddisfare i creditori, ma quello di capire in anticipo i segnali di crisi e prendere tutti i provvedimenti necessari per attuare la continuità aziendale ed evitare la liquidazione giudiziale.

Cambia totalmente la visione e cambierà sicuramente anche l’atteggiamento degli addetti ai lavori, anche nei confronti della legge che si occupa di far ripartire gli indebitati minori, cioè quelli che non potevano accedere alle procedure concorsuali, quelli cioè a cui era dedicata una legge lungimirante come la legge 3 del 2012.

Il sovra indebitamento dell’imprenditore “minore” è infatti previsto nel nuovo codice e tutte le norme della legge “salva suicidi” sono conglobate in esso.

La legge3/2012 non viene abrogata – come da tradizione italiana dove convivono 76.000 leggi (in Francia sono 7.000 e in Germania 5.000) molte volte in contrasto fra loro.

Quindi la “nuova legge 3” come ormai ci piace chiamarla, sarà contenuta nel Codice della Crisi d’Impresa e ne prenderà quindi lo stesso spirito.

  • Infatti si allargano le possibilità di aderirvi;
  • si allarga la platea degli aventi diritto;
  • si sono inserite norme che accorciano i tempi per l’esdebitazione
  • e che puniscono le banche e le società finanziarie che non sono molto attende nel valutare il merito creditizio dei clienti.

Vediamo quindi cosa cambia nella nuova legge 3.

Fondamentalmente l’impianto della legge resta lo stesso con lo stesso obiettivo: dare la possibilità ai soggetti insolventi di predisporre un piano di rientro o mettere a disposizione il loro patrimonio per pagare i debiti che possono pagare e vedersi cancellati quei debiti che non riusciranno mai a pagare.

Restano invariati anche i requisiti per poter accedervi e cioè:

  • Essere in stato di crisi o di insolvenza, quindi nello stato che si manifesta con inadempimenti o altri fattori esteriori i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.
  • Che sia un consumatore, un professionista, un imprenditore minore, un imprenditore agricolo o ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero alla liquidazione coatta amministrativa o altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali in caso di crisi o insolvenza.

Restano le tre diverse procedure che però cambiano nome.

  • L’Accordo di Composizione diventa Concordato Minore; 
  • il Piano del Consumatore diventa il Piano di Ristrutturazione dei debiti del Consumatore;  
  • la Liquidazione del Patrimonio diventa la Liquidazione Controllata del Sovraindebitato.

Una importante novità è la Procedura Famigliare

I membri della stessa famiglia possono presentare un unico progetto di risoluzione della crisi quando sono conviventi o quando il sovra indebitamento ha origine comune.

Questo passaggio è molto importante perché non era previsto nella vecchia legge e ogni membro di una stessa famiglia era costretto a presentare una pratica a parte magari per debiti in comune, con aggravio di costi e tempi.

Se uno dei membri della famiglia non è consumatore si potrà accedere solo al concordato minore o alla liquidazione controllata.

  • Oltre al coniuge, si considerano membri della stessa famiglia: i parenti entro il quarto grado e gli affini entro il secondo, nonché le parti di un’unione civile e i conviventi di fatto.

E’ specificato nella legge che la proposta può prevedere anche la falcidia e la ristrutturazione dei debiti derivanti da contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, del trattamento di fine rapporto o della pensione.

Fondamentale questa precisazione perché alcuni Tribunali, pochi in verità, non prendevano in considerazione questi tipi di finanziamenti come stralciabili, mettendo spesso in difficoltà il buon esito delle procedure.

Altra novità importantissima:

  • nella relazione particolareggiata predisposta dall’OCC deve essere indicato “se il soggetto finanziatore, ai fini della concessione del finanziamento, abbia tenuto conto del merito creditizio, valutato il reddito disponibile, dedotto l’importo necessario a mantenere un dignitoso tenore di vita”.

Tradotto in linguaggio pratico, le banche e le finanziarie dovranno stare molto più attente nell’erogare finanziamenti perché, in caso di negligenza, la loro posizione sarà vista negativamente dal giudice nella ripartizione delle somme e nella possibilità di opporsi alle decisioni prese.

A differenza della legge 3 del 2012 il Consumatore non potrà accedere al Concordato Minore.

Nel Concordato Minore una notevole variazione prevede la falcidia anche dei crediti privilegiati purché la proposta sia migliorativa rispetto all’ipotesi liquidatoria. 

  • La soglia di assenso da parte dei creditori nel nuovo codice è prevista al 50% e non più al 60%.

Se pensiamo alla prima scrittura della legge 3 del 2012 che prevedeva un assenso del 70%, poi passato al 60% nella riforma del 2015, vediamo che anche qui l’obiettivo del piano è sempre più quello di una continuità aziendale anziché della liquidazione.

Il Concordato Minore della società produce i suoi effetti anche sui soci illimitatamente responsabili.

Quindi i soci di una snc o di una sas, che finora erano costretti a presentare una pratica per la società, una pratica per loro e magari anche per le mogli, ora con un’unica pratica societaria, ne recepiscono direttamente i benefici.

Il giudice inoltre può omologare la proposta di concordato anche in caso di contestazioni, se ritiene che il credito dell’opponente possa essere soddisfatto attraverso il piano in misura migliorativa rispetto all’alternativa liquidatoria.

Anche questa è una importantissima novità visto che prima molti piani non potevano essere approvati per la mancata adesione dell’Agenzia delle Entrate o di Equitalia, ora chiamata Agenzia delle Entrate – Riscossione.

Nella legge 3 del 2012 la liquidazione, come le altre procedure, era su richiesta volontaria del debitore.

Nel Codice della Crisi potrà essere richiesta anche dai creditori o dal Pubblico Ministero, ma al debitore sarà data la possibilità e il tempo, di presentare una proposta di concordato o piano di ristrutturazione.

Il più grande cambiamento della legge che riguardi i sovra indebitati credo però che sia la Liquidazione del Debitore incapiente e l’esdebitazione di diritto.

Come abbiamo visto in altri articoli presenti sul blog, l’esdebitazione a seguito della Liquidazione non avviene in automatico ma a seguito di domanda del debitore.

La richiesta deve avvenire entro un anno dalla conclusione della procedura e solo in seguito a determinati requisiti tra i quali, il più importante a mio avviso, il fatto che i creditori “almeno in parte siano stati pagati”.

Nella nuova legge 3 l’esdebitazione diventa un diritto e scatta dopo 3 anni dall’apertura della liquidazione.

Ricordo che prima la liquidazione doveva avere una durata minima di almeno 4 anni.

Ciò avverrà a prescindere dalle somme messe a disposizione e quindi potrà essere esdebitato anche il soggetto che non sarà riuscito a mettere nella procedura nessun reddito o patrimonio, il debitore incapiente appunto, come viene chiamato nella nuova legge 3.


Come si può facilmente capire le nuove norme vanno nella direzione suggerita dalla Commissione Europea per dare la possibilità ai soggetti sovra indebitati di liberarsi dai debiti e ripartire puliti.

La riforma, a causa della pandemia, era stata rinviata a settembre 2021 ma grazie all’impegno di aziende come la nostra e personalità del mondo universitario, giudiziario e associativo, siamo riusciti a far modificare la legge 3 del 2012 e a far rendere applicabili quelle norme fin da subito. 

Abbiamo presentato ben sei volte gli emendamenti al governo in questi mesi e finalmente il destino di milioni di persone che lottano ogni giorno contro i troppi debiti è stato ritenuto degno di considerazione tra le mura dei palazzi del potere.


Se anche tu oggi hai più debiti di quanti puoi pagarne e vuoi liberarti di questo problema una volta per tutte la nuova legge 3 è la soluzione che stavi cercando

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Tre storie di persone che hanno visto la propria vita cambiare in meglio, grazie all’aiuto del team di professionisti di legge3.it.

Da sottolineare il fatto che queste sentenze sono state ottenute tutte nell’arco di una sola settimana, a dimostrazione del fatto che non è vero che questa legge non esiste, che i tribunali non la applicano o chissà cos’altro raccontano certi avvocati o commercialisti!

La verità è invece questa: la legge salva suicidi, se sai come metterla in pratica, ti permette di raggiungere la soluzione al problema dei debiti, e spesso lo fa anche in modo eclatante, al punto che la stampa nazionale ha pensato bene di raccontare queste storie!

Nelle prossime righe scoprirai tutto, continua a leggere… oppure clicca sull’anteprima del video qui in basso per ascoltare queste storie e per conoscere altre informazioni fondamentali che ti aiuteranno a salvarti dal problema dei debiti, in modo definitivo.

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Ecco come riconoscere un vero specialista della legge 3/2012  “salva suicidi” da una possibile truffa!


Il nostro paese è uno di quelli che ha subito in modo più forte il colpo della crisi economica mondiale del 2008. 

Le conseguenze peggiori, per il nostro tessuto imprenditoriale, si sono registrate nel 2014, quando – in media – sono fallite 41 aziende ogni giorno… tutti i giorni, Pasqua, Natale e Ferragosto compresi!

15.000 aziende fallite in un solo anno… a distanza di 5 anni dall’anno della crisi

  • Nello stesso periodo l’America si stava già risollevando da quel terribile collasso economico e finanziario, mentre noi ancora oggi, nel 2020, annaspiamo a causa degli strascichi di quella crisi.

L’Italia è ancora “in convalescenza” per tutti questi disastri che continuano a far sanguinare l’economia mondiale e la crisi che è arrivata col Covid-19 non ci lascia sperare in un futuro incoraggiante.

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LEGGE 3 DEL 2012: GRAZIE AL CORONAVIRUS ORA SAPPIAMO CHE ESISTE.

Usciamo in questi giorni da un’esperienza che non avremo mai pensato di poter vivere.

Senza nessun preavviso, il 9 marzo tutta l’Italia ha conosciuto una nuova realtà: la totale segregazione in casa, senza possibilità di muoversi se non per motivi urgenti o per comperare da mangiare.

Aziende, scuole, ristoranti, bar, piscine, uffici pubblici, banche, aerei, treni. Tutto chiuso.

Abbiamo visto file interminabili davanti ai supermercati, abbiamo visto gente che riempiva i carrelli come se stesse per scoppiare una guerra.

In giro per le strade la sensazione era terribile, sembrava di vivere in città fantasma. La sera il silenzio era assordante.
Abbiamo visto camion militari incolonnati, di notte, pieni di bare.

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3 nuovi casi di SUCCESSO: FINALMENTE LIBERI DA TUTTI I DEBITI con la Legge 3/2012

Pensi che la tua situazione è disperata e sei destinato a vivere con i debiti per sempre?

Chiama il numero verde ☎️ 800662518 – La legge 3/2012 può aiutare anche te!


In questo video ascolterai 3 nuove storie di successo e vedrai:

  • come abbiamo aiutato Caterina, con i suoi 320mila euro di debiti;

  • come abbiamo aiutato Daniela, con i suoi 451mila euro di debiti;

  • come abbiamo aiutato Roberto, con i suoi 932mila euro di debiti.

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DEBITI RIDOTTI DEL 72% E CESSIONI BLOCCATE – [Caso di Successo Legge3.it – Tribunale di Teramo]

Il sovraindebitamento colpisce anche chi si è prestato come garante, i giudici ci hanno dato ragione ancora una volta, ecco la storia.

☎️ 800662518 chiama ora per scoprire come risolvere la tua situazione di troppi debiti!


In questo nuovo video ascolterai la storia a lieto fine di Giuliana di Teramo, che ha visto i suoi debiti ridotti del 72% e che finalmente potrà tornare a vivere serenamente e libera da tutti gli assilli dei creditori.

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Casa salvata dall’asta e debito quasi dimezzato – Legge3.it ottiene uno straordinario “Piano del Consumatore” in 10 anni

A volte la vita riserva delle sorprese amare, che smontano i tuoi piani e ti lasciano in un mare di guai.

Chiama il numero Verde ☎️ 800662518 e scopri come liberarti dai debiti che non puoi più pagare, per ripartire pulito!


In questo video ascolterai la storia a lieto fine di Aniello e Anna, che stavano per perdere la loro casa all’asta e rischiavano di restare debitori per sempre!

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Con Fabrizio Bracconeri Rompiamo il Silenzio: tutti devono conoscere la legge 3/2012 “salva suicidi”

In questo video speciale conoscerai una vera “fase due” per la più importante azione a sostegno dei DUE MILIONI E MEZZO di famiglie italiane che lottano con il sovraindebitamento.

  Hai visto che in questi anni l’opinione pubblica non si è espressa per niente riguardo alla legge che taglia i debiti e ridona libertà alle persone?

  Hai visto che il governo è stato ben attento a non comunicare mai che esiste la soluzione ai troppi debiti?

C’è un motivo a questo silenzio – ovviamente – ed è legato ad interessi importanti (alcuni pensano che siano più  importanti della vita delle persone)!

  Ora ci siamo stancati di aspettare: 

se i potenti continuano a far finta di non sentirci e non fanno nulla per fare conoscere a tutti gli Italiani LA SOLUZIONE al loro dramma, allora saremo noi ad alzare talmente tanto il volume che tutti ci sentiranno!

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Fabrizio Bracconeri con Gianmario Bertollo – in diretta 27 maggio 2020 – Legge3.it

2,5 Milioni di famiglie Italiane lottano contro il sovraindebitamento ma in pochi conoscono la via d’uscita definitiva: chiama il numero verde di Legge3.it ☎️ 800662518

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