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EPPUR (QUALCOSA) SI MUOVE!

Nel 1633, uscendo da Tribunale dell’Inquisizione dove era stato costretto a disconoscere e abiurare le sue teorie astronomiche, Galileo Galilei pronuncio la famosa frase “E pur se move!”

“Con cuor sincero e fede non finta, abiuro, maledico e detesto li suddetti errori et heresie”.

Galileo infatti, come Copernico quasi un secolo prima di lui, teorizzava in quegli anni che fosse la terra a girare intorno al sole e non il contrario, come affermato dalla dottrina, dalle sacre scritture e dai Padri della Chiesa.

Fu costretto però, per avere salva la vita, a disconoscere i suoi studi e negare le sue certezze, ma la leggenda dice che subito dopo pronunciò la frase ormai divenuta famosa: “E pur se move” riferendosi al fatto che era comunque la terra a girare intorno al sole.

Anche noi oggi, riferendosi alla legge 3 del 2012 e alla sua applicazione nei tribunali italiani, possiamo finalmente dire “Eppur qualcosa si muove”.

Sono ormai passati 3 anni da quando è nato Capitan Sdebito, il supereroe di Legge3.it che ha il potere di salvare le famiglie che stanno lottando contro una malattia gravissima, e fino ad allora ritenuta incurabile: il sovra indebitamento.

Tre anni fa questa legge di civiltà, soprannominata La Legge Salva Suicidi era sconosciuta praticamente a tutti.

Non la conoscevano i cittadini, soprattutto quei sette milioni di italiani che stavano lottando contro i troppi debiti da pagare.

Non la conoscevano i professionisti, gli avvocati, i commercialisti che avrebbero dovuto indirizzare i loro assistiti verso la soluzione dei loro mali.

Non la conoscevano nemmeno i giudici dei tribunali che avrebbero dovuto applicarla.

Non ne parlavano, salvo rarissimi casi, i mass media, che avrebbero il compito primo e importantissimo di informare.

Tre anni fa, di questi tempi invece, un gruppo di visionari ha iniziato a diffondere la notizia che qualcosa si poteva fare per portare fuori dal tunnel del sovra indebitamento le famiglie, i piccoli imprenditori, gli agricoltori, gli artigiani, i commercianti che erano stati colpiti dall’uragano della crisi iniziata nel 2007/2008.

Qualcuno ci prese per pazzi. Qualcun altro iniziò ad attaccarci. I commercialisti e gli avvocati, che ottusamente ci vedevano (e ci vedono) come concorrenti cominciarono a diffondere la notizia che la Legge 3 del 2012 non esisteva, che era una invenzione, che non funzionava, che non era lo strumento adatto per liberarsi dei debiti, che nei tribunali italiani non veniva mai accolta.

Ma noi di Legge3.it sapevamo che la strada scelta era quella giusta e non ci siamo curati dei molti ostacoli che nel frattempo si sono messi in mezzo al percorso che avevamo scelto di fare.

Ci sono due milioni e mezzo di famiglie che lottano ogni giorno con debiti che non riescono a pagare.

Che scappano dalle banche, dalle finanziarie, dalle società di recupero crediti, da Equitalia, perché non hanno la possibilità di far fronte alle loro pur legittime richieste.

Ci sono, anche oggi come tre anni fa, ancora tante, troppe brave persone che per la vergogna decidono di porre fine alla propria tribolata esistenza.

EPPUR (QUALCOSA) SI MUOVE!

Si, qualcosa si sta muovendo e possiamo orgogliosamente dire che qualcosa sta succedendo anche e forse soprattutto per merito nostro, della nostra perseveranza, della nostra preparazione e della nostra opera di divulgazione.

Quasi quotidianamente in qualche tribunale d’Italia vengono omologati Piani del Consumatore o Accordi con i Creditori o vengono emessi Decreti di Apertura della Liquidazione ai sensi della Legge 3 del 2012, la Salva Suicidi.

Tradotto in parole comprensibili a tutti, significa che ogni girono in qualche tribunale italiano, un piccolo imprenditore, un artigiano o un agricoltore, un padre di famiglia esce con il sorriso sulle labbra certo che ha davanti a se la serenità che da tanti anni aveva perso a causa di debiti che non riusciva a pagare.

E moltissimi di questi provvedimenti, la maggior parte, sono il risultato del nostro lavoro. Della fiducia che viene riposta nei nostri Specialisti Legge3.it, nel nostro Ufficio Tecnico che studia e prepara le soluzioni ai problemi dei sovra indebitati, nella bravura e nella preparazione dei legali che lavorano con noi in tutte le regioni italiane.

EPPUR (QUALCOSA) SI MUOVE.

E così se ne inizia a parlare anche dove finora c’era il quasi totale silenzio.

E così negli ultimi tre mesi (dopo tre anni di duro lavoro!) più di venti articoli sono stati scritti nei giornali più importanti sul problema del sovra indebitamento e dell’unica soluzione definitiva e cioè della Legge 3 del 2012.

La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Corriere del Mezzogiorno, il Resto del Carlino, la Verità, il Quotidiano di Sicilia, la Gazzetta del Mezzogiorno sono solo alcune delle più importanti testate giornalistiche che hanno pubblicato articoli sul problema dei troppi debiti citando noi di Legge3.it come i massimi esperti italiani del settore e portando ad esempio, con grande risalto, i nostri risultati.

Radio Rai, Radio Montecarlo, Canale Italia, Prima Antenna Tv, Radio Lombardia sono le radio e i canali televisivi che hanno intervistato me o i miei collaboratori in qualità di esperti di problematiche di sovra indebitamento e delle loro soluzioni.

Ma la soddisfazione più grande è stato l’invito ricevuto ai primi di agosto a partecipare in diretta alla trasmissione UNO MATTINA su Rai Uno. Questo invito è stata la prova che finalmente anche sulla Legge 3 del 2012 e suoi benefici ormai qualcosa … si muove!

E soprattutto è importante il riconoscimento che l’unica realtà presente in tutte le regioni italiane specializzata nell’applicazione della legge 3 del 2012 siamo noi di Legge3.it.

Buona Vita.

Gianmario

 

Legge 3 del 2012: l’unica soluzione definitiva ai problemi di sovraindebitamento

La situazione economica e finanziaria nel nostro Paese sta diventando sempre più critica.

Nel 2018 la percentuale delle famiglie italiane in stato di sovra indebitamento irreversibile ha raggiunto la percentuale del 10%. Ogni dieci famiglie, almeno una lotta quotidianamente con debiti che non riuscirà mai a pagare.

Stiamo parlando di 2 milioni e mezzo di famiglie. 7 milioni di persone!

Vent’anni fa la percentuale era dello 0,5%.

Se contiamo tutte le famiglie che hanno un qualche tipo di debito arriviamo al 25%. Una su quattro.

E gli effetti si vedono: nel 2018 sono andati all’asta più di 245.000 immobili per un valore stimato di 36,4 miliardi di euro.

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LEGGE 3 DEL 2012: LA VERITA’ FA MALE, LO SO!

Vedo ogni giorno persone che lottano contro i debiti. Incontro ogni giorno famiglie ormai devastate dal sovraindebitamento e cioè da quella condizione che non ti permette più, in maniera stabile, di far fronte ai tuoi debiti con le tue risorse.

Ricevo oltre mille richieste di consulenza al mese. Mille persone che cercano in internet o su Facebook la soluzione ai loro problemi.

E trovano noi, noi di Legge3.it. Purtroppo però trovano anche altri, e questo è un grande problema. E adesso ti spiego perché.

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LA LEGGE 3 DEL 2012 NON ESISTE ….. PERO’ FUNZIONA!!

Ritorno su argomenti già trattati in articoli precedenti perché sempre di più si sente parlare, molte volte male, della Legge 3 del 2012, la cosiddetta “Salva Suicidi”.

Avvocati, Commercialisti, pseudo consulenti, scienziati e soprattutto sapientoni, non conoscendo la legge in questione e non avendo la voglia o il tempo di approfondire, non trovano niente di meglio da fare che denigrarla, negarne l’esistenza, affermare che non è applicata, che non funziona.

Di conseguenza poi, le persone normali, quelle magari che avrebbero bisogno di accedere ai benefici di questa legge di civiltà si scatenano sul web, sotto ai miei post su Facebook chiedendo informazioni (i più intelligenti ed educati) o insultandomi (i più cretini e maleducati) il più delle volte pretendendo che ci sia qualcuno che, dopo che loro si sono indebitati, lavori per risolvere i problemi e soprattutto lo faccia assolutamente a titolo gratuito.

Nel mese di dicembre la trasmissione della RAI “La Vita in Diretta” ha parlato in tre puntate del problema del sovraindebitamento ed in gennaio lo ha già fatto per due volte la trasmissione “Mi manda Rai 3”.

Sono stati invitati professionisti che non hanno perso l’occasione per dire delle castronate tipo “la prima casa è impignorabile” e anche delle persone che grazie alla legge, e a seri professionisti, sono riusciti a risolvere i loro problemi e tornare a sperare in un futuro sereno e libero da incubi dovuti ai debiti che nel tempo avevano accumulato.

Già negli anni scorsi ne avevano parlato Le Iene e Report e ormai il fatto che anche in Italia, come in tutto il resto del mondo ci sia una legge che permette alle persone che si trovano in grave difficoltà e non riescono più a far fronte ai propri debiti, di uscire e ricominciare a vivere, dovrebbe essere di dominio pubblico.

E invece la maggior parte delle persone, compresi gli addetti ai lavori come giudici o cancellieri dei tribunali, avvocati o commercialisti, ne sono totalmente all’oscuro portando quindi chi ne ha bisogno a non poter accedere ai benefici previsti.

Oggi voglio portare una ulteriore prova non solo che la legge 3 del 2012 esiste e viene applicata, ma che se viene portata avanti con serietà e professionalità permette veramente a chi ne ha bisogno di tirare un sospiro di sollievo e magari allontanare quei brutti pensieri che molte volte offuscano la mente e portano a fare azioni sconsiderate senza possibilità di ritorno.

E’ per questo che è stata ribattezzata la Salva Suicidi.

Vi parlo di una mia amica. Un’amica che ha conosciuto una grandissima tragedia famigliare che, oltre al dolore enorme, ha dato il via a delle situazioni lavorative che l’hanno portata negli anni a non riuscire più a far fronte ai propri impegni.

Complice il terribile periodo di crisi economica che abbiamo attraversato, il suo lavoro è andato molto male e ha dovuto chiudere l’azienda con una procedura fallimentare.

Naturalmente aveva prestato le garanzie richieste alle banche che le avevano concesso gli affidamenti e, una volta chiuso il fallimento si è trovata a dover rispondere in proprio dei debiti della sua azienda.

Le banche non hanno perso tempo e hanno pignorato tutte le sue proprietà che comunque non sarebbero bastate per soddisfare i debiti accumulati.

Il suo destino era segnato. Si sarebbe trovata senza più nessuna delle sue proprietà e inseguita per sempre dalle banche desiderose di rientrare dei finanziamenti erogati all’azienda ormai fallita.

L’anno scorso abbiamo iniziato a fare la pratica per far si che potesse accedere ai benefici previsti dalla legge 3 del 2012 e visto che ce n’erano i requisiti, abbiamo, non senza fatica bisogna ammetterlo, depositato la richiesta presso il tribunale di Vicenza, tribunale di competenza della mia amica.

Il 18 gennaio scorso con grande soddisfazione il giudice delegato dottor Giuseppe Limitone, ha firmato il decreto di liquidazione anche se nel frattempo due appartamenti erano già andati all’asta per un valore di circa 190.000 €. La cifra ricavata servirà comunque per la procedura prevista dalla legge 3/2012.

La mia amica, al termine del periodo di liquidazione di 4 anni, avrà quindi la possibilità di vedere cancellati tutti i suoi debiti con Banche ed Equitalia che ammontavano a oltre 400.000 €.

Cliccando su questo link puoi vedere il Decreto di Apertura della Liquidazione emesso dal giudice il 18 gennaio 2017.

Per ovvi motivi ho cancellato il nome anche se la procedura come previsto dalla legge è pubblica.

Come puoi vedere, anche se molti gufi continuano a nascondere la verità, la legge 3 del 2012, non solo esiste, ma se viene portata avanti con l’ausilio di seri professionisti che la conoscono e sanno come applicarla, può portare enormi benefici alle persone che hanno avuto la sfortuna di incappare in situazioni critiche per quanto riguarda la possibilità di far fronte ai debiti che si erano impegnati a restituire.

Non esitare oltre. La peggior cosa da fare in questi casi è NON FARE NULLA.

Non dare retta a chi non vuole aiutarti e soprattutto non dare retta a chi ti dice che la legge 3 non esiste o non serve a nulla.

Qui ci sono le prove, tutto il resto sono chiacchiere.

Buona Vita.

Gianmario!

 

 

 

Legge 3 – La Rubrica Dell’Esperto – Parte 1

Come ormai avrai capito con la Legge 3 stiamo aiutando diverse persone.

A confermare ulteriormente l’importanza sociale che l’applicazione di questa legge può avere, ho deciso di lasciare la parola a un esperto del settore, uno che di pratiche in Tribunale ne ha portate: il  Prof. Torquato Tasso (trovi il suo curriculum alla fine dell’articolo), che è anche il responsabile del nostro team di professionisti.

Lascio a lui la parola, anzi la penna, perché ti aiuti a capire ancora di più cosa io, noi, possiamo fare per te.

-LA RUBRICA DELL’ESPERTO -PARTE 1 –

La legge n. 3 del 27 gennaio 2012 (detta anche legge anti-suicidi) ha introdotto nel nostro ordinamento una procedura di esdebitazione (intesa come liberazione da tutti i debiti) destinata a coloro che per limiti dimensionali, non possono accedere alle procedure previste dalla Legge fallimentare (quali concordati, transazioni fiscali etc.).

Il procedimento previsto dalla legge 3/2012 è rivolto quindi ai soggetti privati (che non hanno assunto debiti nello svolgimento di attività d’impresa) ed alle piccole imprese e permette la cancellazione dei debiti pregressi, ivi compresi quelli verso il fisco.

Siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione copernicana perché permette, ricorrendone i presupposti di legge, di gestire le situazioni debitorie per giungere alla cancellazione definitiva dei debiti.

La legge è stata introdotta, in questi contesti di forte crisi economica e finanziaria, per la necessità di dare una possibilità al debitore e al piccolo imprenditore non fallibile (piccole imprese o società artigiane, ad esempio) di superare la crisi di liquidità e di ripartire da zero (di qui l’espressione fresh start) dopo aver cancellato i propri vecchi debiti e di riacquistare un ruolo attivo nella vita economica, evitando così di incappare nelle pericolose maglie del prestito usuraio.

Numerose sono le posizioni di sovraindebitamento che ho potuto vedere e seguire da quando la legge è entrata a pieno regime.

Molti sono i casi tipici che ho avuto modo di seguire. Mi soffermerò su alcuni di questi a fine esemplicativo.

Un primo caso.

Una coppia di sposi nel 2008 avevano stipulato mutuo ipotecario trentennale a tasso fisso con una banca per acquistare l’immobile di abitazione coniugale. All’epoca entrambi i coniugi lavoravano e il marito aveva uno stipendio di 1.800 euro al mese mentre la moglie aveva uno stipendio di circa 1.150 euro. La rata del mutuo all’epoca era di 800 euro, assolutamente sostenibile per le finanze della famiglia. In questi anni la coppia ha avuto due figli che ora frequentano la scuola elementare ma nel frattempo l’azienda per la quale lavorava il marito è andata in crisi, con conseguente cassa integrazione prima e licenziamento poi.

Nel giro di pochi mesi, la famiglia si è trovata con un reddito familiare di 1.150 euro, una rata di  800 euro di mutuo e quindi nell’impossibilità di pagare le rate.

Per questi coniugi si può depositare un’istanza al tribunale per consentire di ridurre il debito con la banca, ottenendo un forte sconto e una dilazione dei pagamenti delle rimanenti rate.

Un secondo caso.

Un piccolo imprenditore edile che con il proprio lavoro e quello di un proprio dipendente, aveva sempre avuto una vita assolutamente decorosa, che aveva consentito alla moglie di lasciare il lavoro e di seguire i figli.

La crisi del settore immobiliare ha determinato per il marito una forte riduzione dei propri guadagni con il conseguente mancato pagamento di numerose imposte e tasse e successivamente la necessità da parte del cliente di chiudere la propria ditta. Solo a fatica, lo stesso ha trovato un’occupazione come muratore presso una importante azienda di costruzioni con uno stipendio che supera di poco i 1000 euro. I debiti accumulati, negli anni di lavoro autonomo, hanno però cominciato ad arrivare sotto forma di cartelle esattoriali.

Per questo cliente si è quindi pensato di predisporre un’istanza da depositare avanti al tribunale per vedere in parte ridotti e in parte rateizzati i propri debiti con il fisco, per rendere gli esborsi conformi alla nuova capacità di reddito dello stesso.

La procedura di per se è concettualmente snella ma ci sono degli elementi (molti dei quali formali e procedurali) dai quali non si può prescindere, pena il rischio di rigetto o di sanzioni penali. È dunque sempre consigliabile affidarsi a professionisti specializzati per la verifica dei requisiti soggettivi e oggettivi per l’accesso alle procedure sopraelencate e per la raccolta di tutti i dati e le informazioni necessarie all’avvio della pratica.”

Prof. Torquato Tasso

Ora che hai le idee ancora più chiare se sei in difficoltà o conosci qualcuno che lo è chiamami, analizzeremo assieme  la situazione e troveremo la soluzione più’ adatta a te, di modo che tu e la tua famiglia possiate ritrovare quella serenità che vi spetta.

Chiamami subito al numero verde!

BUONA VITA!

Gianmario!

Chi è  Torquato Tasso

Laureato in Giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Padova, con la votazione finale di 110/110 con lode; Diplomato al Master in Direzione delle Aziende Commerciali e Marketing, IFORCESCOM (Centro Studi sul Commercio della Bocconi di Milano) nel 1992 con la votazione finale di 10/10. Dal 1994 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Venezia. Dal 2007 è iscritto all’Albo degli Avvocati Patrocinanti in Cassazione Dottore in Ricerca in Filosofia del diritto conseguito presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova nel 1996. Professore dell’Università di Trieste dal 1999 al 2010. Dal 2007 Professore di Teoria dell’Interpretazione giudiziale presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Padova. Componente del comitato di redazione della rivista giuridica on line «L’ircocervo» dal 2001 al 2010. Componente del Collegio dei Docenti della Scuola di dottorato di ricerca in “Giurisprudenza” dell’Università di Padova dal 2007 al 2010. Docente della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali istituita dalle Facoltà di Giurisprudenza delle Università di Ferrara, Padova e Trieste e dalla Facoltà di Economia dell’Università Cà Foscari di Venezia dal 2007. Ha pubblicato numerosi volumi tra i quali Il silenzio della Pubblica Amministrazione. Il paradosso del silenzio come forma di comunicazione tra Privato e Pubblico (ESI, Napoli, 2004), Itinerari contemporanei del diritto soggettivo (CEDAM, Padova, 2011), Fatto e diritto. L’ordinamento tra realtà e norma (ESI, Napoli, 2011), Oltre il Diritto, alla ricerca della giuridicità del fatto (CEDAM 2012) e vari saggi tra i quali Per un autenticamente «giusto processo» possessorio (Rassegna di Diritto Civile, 2010).

Legge 3: Storie di ORDINARIO INDEBITAMENTO

Ha fatto scalpore qualche settimana fa la notizia che una star della musica italiana, Gigi D’Alessio, si trova in uno stato di forte indebitamento.

Si parla di una decina di milioni di euro.

La cosa che preoccupa di più è la “minaccia” fatta dal cantante, di essere costretto a continuare a cantare per i prossimi 15 anni in modo da poter pagare interamente i suoi debiti. (da indebitamento)

A parte la battuta, questa notizia mi serve per raccontarti alcune storie, vere purtroppo, che mi sono passate davanti in questi mesi.

La situazione di Gigi D’Alessio non è una situazione di sovraindebitamento perché, pur essendo enorme la cifra, lui in 15 anni riuscirà a pagarla, avendo entrate molto alte. Riuscirà a pagarla senza dover disfarsi delle sue proprietà.

Ma torniamo sulla Terra…

Imprenditore settore carpenteria edile: Renzo. Otto anni fa è iniziata la crisi. Lavorava principalmente per una grossa azienda di costruzioni che è fallita. Lui ha provato a continuare l’attività, ha finanziato l’azienda di tasca sua, ha pagato tutti i suoi dipendenti e i suoi fornitori. Ha dovuto, e ripeto, ha dovuto lasciare indietro tasse, Inps, Irap e via dicendo.

Non ce l’ha più fatta, è stato costretto a chiudere e adesso fa il dipendente a 1.200 € al mese.

Equitalia gli ha presentato il conto: 425.000 €. I tributi da pagare sarebbero poco più di 200.000 €, ma sanzioni, aggi, interessi di mora e di rateizzazione, hanno fatto lievitare il conto.

Fanno quasi 4.000 € al mese per i prossimi 10 anni; lui ha uno stipendio di 1.200 € mensile.

Per bloccare subito le polemiche (ben gli sta imprenditore = evasore!!) passo ad un altro esempio eclatante: Giovanni.

Giovanni è un marito felice e un padre indaffarato di 5 figli. Lui lavora, la moglie pure. Contraggono un prestito per sistemare la casa dove abitano e acquistare una macchina.

Tutto fila liscio.

Non fanno una vita da nababbi, ma gli stipendi di entrambi bastano e avanzano per rispettare gli impegni presi.

Una sera Giovanni torna a casa e trova la sua giovane moglie distesa senza vita sul pavimento della cucina. Infarto a 42 anni.

La vita di Giovanni in un attimo diventa un incubo.

Va in banca a chiedere un allungamento del prestito in modo da ridurre l’importo della rata. La risposta del “gentilissimo” funzionario è drastica: quello che le è successo ci dispiace molto, ma non sono problemi nostri. Paghi la rata altrimenti le pignoriamo lo stipendio.

Detto fatto e il quinto dello stipendio non c’è più.

Giovanni prova a chiedere al proprietario dell’appartamento di abbassargli l’affitto. Richiesta non accettata. Giovanni non ce la fa, ritarda qualche rata, cambia casa promettendo al vecchio titolare che pagherà tutto il dovuto nei mesi successivi. Quest’ultimo non perde tempo: decreto ingiuntivo e altro pignoramento sullo stipendio, per i 2.000€ arretrati e altri 2.000€ di spese varie.

Cosa dovrebbe fare Giovanni?

Due storie diverse, ma molto simili. Due persone che trovano nella Legge 3/2012  la soluzione dei loro problemi. Non a caso la legge in questione viene denominata la Salva Suicidi.

Renzo ha messo a disposizione la sua casa che sarà venduta ad un prezzo congruo nei prossimi 4 anni. Non basterà a pagare l’intero debito. Il resto dovrà essere considerato da Equitalia come credito inesigibile.

Giovanni invece, che non ha una casa o un bene da mettere a disposizione, verserà la cifra che potrà dopo aver pagato l’affitto e sfamato i suoi figli. Nel frattempo dal suo stipendio VERRÀ TOLTO IL PIGNORAMENTO e tutte le azioni esecutive verranno sospese.

Sia Giovanni che Renzo potranno respirare, vivere un po’ più serenamente e tornare a essere una risorsa per le loro famiglie e per l’intera comunità. senza debiti

Ci sono oltre 7 milioni di italiani nelle condizioni di Giovanni e di Renzo, alle quali è giusto dare una seconda opportunità.

I debiti devono essere pagati, su questo non si discute. Ma quando la vessazione dello Stato si fa insopportabile o le condizioni di vita cambiano radicalmente, è giusto dare la possibilità al soggetto indebitato di poter vivere dignitosamente senza dover nascondersi o peggio….

Questo è il senso di una legge di civiltà, che esiste in tutto il mondo da decenni. Mondo che, anche per questo, cresce a ritmi molto più elevati del nostro Bel Paese.

Salvarsi dai debiti si può: Renzo e Giovanni lo stanno facendo e stanno ricominciando a vivere.

Se hai debiti o conosci qualcuno in stato di sovra indebitamento chiamami, ti aiuto a trovare la soluzione.

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Buona vita!

Gianmario

Debiti: Ecco come te ne puoi liberare definitivamente

Te lo spiega Capitan Sdebito in questo articolo come mai nel 2012 è stata fatta una legge molto importante per i cittadini italiani, talmente importante che dopo 4 anni solo pochissimi la conoscono.

La legge 3/2012 e cioè più precisamente “Disposizioni in materia di composizione delle crisi da sovra indebitamento” è stata giustamente soprannominata la salva suicidi.

Con questa legge sono state introdotte misure strumentali indirizzate a quelli che vengono definiti “soggetti non fallibili” che si trovano in una situazione di grave squilibrio finanziario e sono impossibilitati a far fronte agli impegni assunti.

In parole povere cosa vuol dire?

Vuol dire che per effetto di queste norme anche un privato cittadino, un piccolo imprenditore, un agricoltore, un professionista hanno la possibilità (finora prevista solo per le aziende) di chiedere un concordato o dichiarare fallimento in modo che i debiti possano venire cancellati.

In questo modo tutti questi soggetti, che prima erano condannati ad essere degli indebitati a vita, possono pulirsi e ripartire, riacquistando quindi un ruolo attivo nell’economia.

Quante persone non riescono più a pagare le rate di un mutuo, richiesto e concesso con troppa superficialità?

Quante sono le cartelle esattoriali che continuano ad arrivare nelle case degli italiani?

Chissà come mai quindi questa legge è stata nascosta per tanti anni! E perché continua ad esserlo? Mah, fai tu!!

Andiamo nel concreto con un esempio: una persona ha accumulato debiti per 250.000 € e ora magari ha perso pure il lavoro. Non riesce più a pagare il mutuo e ha anche delle cartelle Equitalia in arretrato.

Il suo destino è segnato. La banca metterà all’asta l’immobile e pure Equitalia si insinuerà nella procedura per far valere i propri diritti. Che prospettive ha questo soggetto?

La casa, dopo 3 o 4 tentativi verrà venduta a un prezzo di molto inferiore al suo valore reale. I soldi ricavati non basteranno a soddisfare i creditori e quindi il suo futuro è quello di restare indebitato per l’eternità con tutte le conseguenze del caso e cioè la segnalazione in Centrale Rischi Banca D’ItaliaCRIF , accesso al credito precluso per sempre.

Anche fare un semplice contratto telefonico diventerà per lui quasi impossibile e il suo stipendio, quando troverà lavoro, sarà sempre a rischio pignoramento.

Con la legge 3/2012 questo soggetto ha invece la possibilità di pulirsi definitivamente del carico debitorio mettendo a disposizione quello che ha come patrimonio. In questo caso la casa, che prima o poi perderebbe, viene considerata ad esempio per il valore di 120.000 € e questi dovranno bastare ai creditori (per ordine del giudice).

La legge prevede infatti 3 diverse procedure:

  • Accordo di Composizione della Crisi, dedicata esclusivamente ai soggetti sovra indebitati a causa di una propria attività imprenditoriale o professionale svolta. In pratica, hai debiti e non riesci a pagarli e hai un’attività? Li puoi ristrutturare e renderli sostenibili.
  • Piano del consumatore , dedicata esclusivamente ai soggetti sovra indebitati per scopi estranei a una attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta; in pratica, hai debiti che non riesci a pagare e non hai un’attività? Si fa il piano del consumatore.
  • Liquidazione , dedicata a tutti quei soggetti non fallibili nella quale il debitore affluisce direttamente (perché non ha nulla) o perché non è riuscito a mantenere quanto concordato nelle altre due procedure. In pratica, non rientri nei primi due casi o NON RIESCI A RISPETTARE QUANTO CONCORDATO? Fai la liquidazione.

 In sintesi:

  • Se il soggetto non ha nulla, viene prevista comunque la cancellazione di tutti i debiti.

  • Se il soggetto ha qualcosa viene previsto il pagamento di quanto umanamente possibile.

Sei in questa condizione?

Conosci qualcuno che lo è?

SCRIVIMI o CHIAMAMI, posso esserti molto utile!

     


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Buona Vita.
Gianmario!