Nuovo caso di successo Legge3.it
TRIBUNALE DI SASSARI – Procedura di Liquidazione Controllata del Patrimonio








Ecco la sentenza ai sensi del codice della crisi (le cui procedure sono state introdotte dalla legge 3/2012) emessa dal giudice del tribunale di Sassari che ha accolto la nostra richiesta ed ha dichiarato aperta la procedura di liquidazione controllata per il nostro cliente.
Il Tribunale di Sassari ha aperto una procedura di liquidazione controllata che permette a Giovanni di uscire da una situazione debitoria ormai insostenibile e costruire, passo dopo passo, un futuro più sereno. La decisione del giudice segna per lui e per la sua famiglia l’inizio di una nuova fase, fatta di equilibrio e possibilità ritrovate, nel pieno rispetto della legge 3/2012 e del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
La storia di Giovanni
Quando Giovanni avviò la sua attività edile aveva un obiettivo semplice e limpido: garantire stabilità alla sua famiglia attraverso un lavoro che conosceva da sempre. Per anni ha portato avanti la sua impresa con impegno, insieme alle persone a lui più vicine, convinto che il suo impegno quotidiano potesse costruire qualcosa di solido.
Poi il contesto cambiò. La crisi del settore delle costruzioni iniziò a farsi sentire in modo pesante, i lavori diminuirono e diversi clienti non riuscirono più a pagare quanto dovuto. A quei mancati incassi si aggiunsero gli impegni fiscali e contributivi, che nel frattempo continuavano a crescere. Giovanni provava a resistere, ma la realtà economica non gli lasciava margini.
Nel 2013 fu costretto a chiudere la sua attività. Da allora la vita ripartì da un’altra strada: un lavoro dipendente, uno stipendio modesto e una famiglia da sostenere, con una figlia ancora piccola. Per far fronte alle spese quotidiane e ai lavori necessari sull’abitazione in cui la famiglia vive, Giovanni ricorse a vari finanziamenti. Era l’unico modo per dare continuità alla vita familiare, ma il peso totale dei debiti continuò ad aumentare.
Finché arrivò persino un pignoramento dello stipendio: un colpo duro, che tolse a Giovanni quel poco margine che gli era rimasto. Questo è stato il punto di rottura: il reddito mensile non riusciva più a coprire le necessità della famiglia e contemporaneamente a far fronte ai finanziamenti accumulati negli anni.
La crisi del settore edilizio, i mancati pagamenti dei clienti, la chiusura dell’impresa e il ricorso obbligato al credito hanno creato un circolo che Giovanni da solo non riusciva più a interrompere.
La situazione non era più sostenibile e ogni tentativo di rimettere in ordine i propri conti sembrava destinato a fallire. È in questa fase che Giovanni ha iniziato a chiedere informazioni per capire se esistesse davvero una via d’uscita.
L’intervento di Legge3.it
Quando Giovanni si è rivolto a noi, abbiamo analizzato con attenzione ogni dettaglio della sua storia economica e familiare. Con i professionisti di Legge3.it ha scoperto che esisteva una strada concreta per liberarsi da un debito ormai impossibile da gestire: la liquidazione controllata prevista dalla legge 3/2012 e dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Abbiamo ricostruito insieme la sua situazione, valutato il reddito disponibile, gli impegni familiari e il reale livello di sostenibilità e abbiamo individuato una soluzione rispettosa della legge e allo stesso tempo umana, affinché Giovanni potesse guardare avanti senza il peso che lo aveva schiacciato per anni.
La decisione del giudice
Il Tribunale di Sassari ha accolto il nostro ricorso, riconosciuto la meritevolezza di Giovanni e ha aperto la procedura di liquidazione controllata.
Il giudice ha stabilito che: Giovanni potrà trattenere dal suo reddito mensile tutto quello che serve per il mantenimento proprio e della sua famiglia e metterà a disposizione dei creditori solo quello che eccede dal suo fabbisogno, circa 450 € al mese per tre anni.
Come prevede la legge, pagherà solo quello che può, solo quello che può sostenere umanamente, proprio come dice la legge: paga quello che puoi e tutto il resto verrà cancellato.
Il giudice ha valutato con attenzione la sua situazione e ha indicato una somma realmente sostenibile, che permette a Giovanni di vivere con dignità e di non far mancare nulla ai suoi cari.
Un nuovo inizio
La decisione del Tribunale rappresenta molto più di un atto formale: è una seconda possibilità.
Giovanni ora può guardare al futuro senza quel debito che lo aveva bloccato in ogni scelta. Per lui e per la sua famiglia questa sentenza significa serenità, sicurezza e la possibilità di ricominciare a costruire, giorno dopo giorno, una vita più libera.
Noi di Legge3.it siamo orgogliosi di averlo accompagnato in questo percorso, perché ogni storia come la sua dimostra che questa legge offre davvero un’opportunità concreta di rinascita, quando tutto sembra perduto.
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