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legge 3 del 2012 ecco la testimonianza di chi ha cancellato i debiti ed è uscito dal sovraindebitamento - Anselmo Tomaino

250.000 € di debiti cancellati con la legge 3 del 2012

FUORI DAL TUNNEL DEI DEBITI Grazie alla Legge 3/2012 “Salva Suicidi”

Anselmo da Trapani racconta la sua esperienza con Legge3.it: cancellati oltre 250.000 € di debiti

Ancora una volta, grazie alla legge 3 del 2012 arrivano buone notizie che rincuorano chi vive oppresso dal peso dei debiti, anche se per anni siamo stati abituati a sentire solo informazioni che ci gettano nello sconforto e ci incutono terrore!

Il caso di successo che ascolterai in questo video è quello di Anselmo da Trapani, che dopo 10 anni di angosce per colpa del sovraindebitamento ha finalmente trovato la libertà, grazie alla legge 3 del 2012 (chiamata anche legge “salva suicidi”) e grazie a noi di Legge3.it che lo abbiamo assistito in tutto, fino a raggiungere il risultato, nonostante tanti impedimenti che stavano per compromettere ogni sforzo!

In questo video ascolterai la storia a lieto fine di Anselmo, raccontata direttamente da lui e dalla sua famiglia. 

La sua gioia ed il suo senso di gratitudine nei nostri confronti lo hanno spinto a rilasciare una toccante testimonianza pubblica dal vivo, partecipando in diretta durante la trasmissione di “Capitan Sdebito” con Gianmario Bertollo, andata in onda mercoledì 10 marzo 2021 su Million Business Radio.

La vicenda che ha colpito Anselmo è comune a tante persone che oggi si ritrovano sommerse dai debiti, perché alcuni eventi della vita, quando succedono, stravolgono tutti i piani e scatenano conseguenze a catena, come in un domino incontrollabile, che portano al sovraindebitamento i privati ed i piccoli imprenditori o professionisti.

“I miei problemi nascono dopo la separazione ed il divorzio, dato che all’inizio del matrimonio avevo acquistato una casa.

Successivamente mi sono trovato a dover far fronte a molte più uscite di quante ne potessi sostenere: dovevo pagare il mutuo, dovevo pagare il mantenimento per i miei due figli e ho poi dovuto anche pagare un affitto per la casa dove io sono andato a vivere.”

Ecco cosa ha dato il via al sovraindebitamento di Anselmo

che si è trovato sopraffatto da un vortice di debiti

Non potevo pagare nemmeno le bollette! Non ho fatto mai mancare nulla alla mia prima famiglia, ho pagato anche in parte il mutuo ma poi non ci sono più riuscito e sono entrato nel vortice del sovraindebitamento. 

Ho cercato una soluzione a tutto, facendo vari prestiti per ristrutturazione i miei debiti ma non c’è stato nulla da fare, nessun beneficio concreto. 

Sono stato sopraffatto dai debiti e avevo il terrore di perdere la casa dove i miei due figli grandi abitano, quindi dovevo trovare una soluzione.

L’ho trovata in legge3.it e mi sono affidato a voi proprio ed esclusivamente perché davate la possibilità di avere una garanzia di risultato “Soddisfatti o rimborsati”… Io avevo già contattato altre società ma nessuno mi aveva dato questa fiducia. Mi sono detto: “se dovesse andar male, la possibilità del soddisfatto o rimborsato potrebbe garantirmi… poi ho fatto il report di garanzia e da lì è nato tutto.”

Quello che è successo ad Anselmo è capitato a tante altre persone che si sono fidate di Legge3.it e sono scappate in tempo dalle grinfie di falsi esperti e truffatori che si approfittano di questo momento per racimolare ed estorcere gli ultimi soldi a chi è disperato e con l’acqua alla gola.

Si, perché purtroppo esistono ancora molte aziende che raccontano di essere in grado di far applicare la legge 3/2012 “Salva Suicidi” (per accedere alle procedure di esdebitazione) ma nessuna di queste ha mai potuto dare tutte le garanzie che servono:

  • Una casistica di successo documentabile, completa di sentenze e ricca di testimonianze;
  • Il 100% delle pratiche andate a buon fine, nei tribunali di tutta Italia;
  • Una certificazione a tutela del consumatore, come la certificazione “ZERO TRUFFE” che Legge3.it ha ottenuto dallo storico mensile “il Salvagente”;
  • Ed infine una GARANZIA scritta a chiare lettere sul contratto, che solleva il cliente da ogni rischio e gli da la certezza che tutto andrà bene… o riavrà indietro i soldi che ha speso per i professionisti (una vera e propria garanzia “Soddisfatto o Rimborsato”)!

 

Questo genere di garanzie ed assicurazioni possono essere concesse ai propri clienti solo se l’esperienza professionale con la legge 3 è tale da riuscire affrontare ogni imprevisto. 

garanzia di successo con la legge 3 del 2012

Come diciamo sempre, il nostro motto è “Nessun risultato senza preparazione”.

Il caso di Anselmo è la dimostrazione che le cose stanno esattamente così e che con queste procedure si ottiene il risultato di vedere i propri debiti cancellati, ma solo se si è completamente padroni della materia e se si studia ogni mossa in modo impeccabile!

Durante la testimonianza Gianmario Bertollo ha voluto sottolineare così questo aspetto:

“Questa vicenda è stata dura, specialmente quando 20 giorni prima della sentenza il giudice non voleva far passare la pratica, perché aveva dei dubbi su alcuni meccanismi della legge. 

A quel punto abbiamo portato alla sua attenzione altre 5 sentenze appena ottenute, che erano molto simili alle situazioni di Anselmo (per certi aspetti), per mostrare al giudice che era possibile applicare la legge come la proponevamo e che fosse possibile liberare Anselmo in modo definitivo da un peso insostenibile. 

In quel momento avevo sulle spalle una responsabilità enorme, anche perché mi tornava in mente il messaggio che Anselmo mi aveva girato a Natale in cui mi scriveva che gli avevo salvato la vita

Il pensiero che proprio a lui doveva essere rigettata la pratica, per colpa di un giudice che non conosceva la legge 3 non mi dava pace…  per fortuna il giudice ha letto le sentenze che avevamo ottenuto in giro per l’Italia, ed ha dato il suo esito positivo”.

la legge 3 del 2012 salva un'altra vita

PER QUALE MOTIVO SI SCEGLIE DI AFFIDARSI A LEGGE3.IT?

Gianmario Bertollo, durante questa intervista, ha voluto chiedere ad Anselmo se per caso avesse mai avuto qualche dubbio, qualche perplessità che lo avrebbero potuto frenare… la risposta è stata chiara e diretta:

Avevo già contattato altre società in passato ma non mi avevano dato la tranquillità e la fiducia che mi avete dato voi; è bastata la prima telefonata del vostro consulente a darmi fiducia, a farmi ricredere... a darmi la possibilità di un futuro migliore! 

Io in quel periodo ero veramente disperato, era passato tanto tempo, sono stati tanti anni, oltre 10 anni di pesantezza nel vivere.

Io mi sono affidato, il consulente mi ha dato la fiducia di cui avevo bisogno… ero disperato! 

Sono stato fortunato perché avevo già visto altre società che non mi avevano convinto, meno male che ho scelto voi, sono convinto che ho scelto i migliori. 

Il vostro staff, il vostro avvocato, non mi hanno mai lasciato solo, mi hanno riempito di attenzioni, ricordo ancora la prima telefonata in lacrime, quando mi hanno bloccato lo stipendio alle poste... ne ho passate tante e lei Gianmario, insieme a me.”

CI POSSONO ESSERE PROBLEMI DURANTE UNA PRATICA DI LEGGE 3 DEL 2012?

"Si, e possono compromettere il buon esito della procedura... se non sai come risolverli!"

Il dato statistico che abbiamo davanti e che sottolineiamo sempre, per la sua gravità ed il pericolo che comporta per un sovraindebitato, è la percentuale di successi che in Italia, in media si riescono ad ottenere, per le procedure di legge 3/2012.

Si parla di una media di casi andati a buon fine che si può solo definire “misera e scandalosa” perché inferiore al 28% 

Significa che il 72% delle persone che hanno provato a ritrovare la pace per la propria vita, cercando di far valere i propri diritti riconosciuti dalla legge 3/2012 (denominata “salva suicidi” per l’impatto sociale che può avere) non ci sono riusciti.

Questo significa che migliaia di famiglie Italiane hanno inutilmente provato a ritrovare la serenità, facendo ricorso alla sola ed unica legge che gli riconosceva il diritto ad una vita decorosa.

Volevano tornare liberi dal peso insostenibile di quei debiti che non potranno mai pagare, liberi dalle oppressioni dei recupero crediti, liberi dai pignoramenti e dalla paura di non poter mai più possedere nulla, neppure una busta paga, ma non ci sono riusciti!

Per quale motivo? 

Per tanti motivi. I problemi che si possono incontrare durante questo tipo di procedure possono essere parecchi e, se non si è seguiti da professionisti con la giusta preparazione e competenza, questi problemi diventano ostacoli insormontabili, ad esclusivo danno del più debole: il Sovraindebitato!

Nel video potrai ascoltare quali sono stati gli ostacoli che hanno minacciato il buon esito della pratica di Anselmo… e tra questi c’è sicuramente anche la pesantezza della burocrazia che si è esasperata durante il lockdown del 2020 per colpa della pandemia.

Gianmario Bertollo commenta così questo passaggio:

“Abbiamo avuto contro di noi tutto e tutti. 

Son convinto che se Anselmo non avesse trovato noi, oggi non starebbe così sereno e contento con la famiglia, perché questo risultato è solo frutto della preparazione e formazione continua dei nostri professionisti e specialisti, che formiamo e facciamo studiare in maniera ininterrotta.”


ACCEDERE AI BENEFICI DELLA LEGGE 3 del 2012 POTREBBE SEMBRARE COMPLICATO: DIPENDE DA ALCUNI FATTORI.

La legge sul sovraindebitamento è stata aggiornata, rispetto a com’era stata scritta nel 2012, adesso sono state apportate delle migliorie.

Ad esempio, oggi la possibilità di accedere alla procedura di esdebitazione è estesa a molte più persone, per non parlare del fatto che finalmente sono state riconosciute “responsabili” del sovraindebitamento molte azioni scorrette che banche e finanziarie hanno commesso in tutti questi anni.

Tra le altre cose oggi con la legge sul sovraindebitamento, anche chi è “incapiente” può tornare ad avere un futuro nuovo e migliore .

Quindi anche chi non ha nulla da poter mettere a disposizione dei creditori, tramite la legge sul sovraindebitamento aggiornata può uscire fuori dal tunnel dei debiti, una volta per tutte.

Piccoli imprenditori, liberi professionisti, titolari di aziende agricole o start-up, potranno ritornare liberi dai debiti per sempre.

Finalmente è possibile ottenere la libertà dai debiti anche per interi nuclei familiari, cosa che prima non era contemplata (ottima notizia questa, dato che il numero di famiglie sovra indebitate in Italia è di oltre 2,5 milioni e che 6 milioni di famiglie sono a rischio usura, per via delle ripercussioni dei lockdown e delle varie restrizioni).

Ma queste migliorie, queste maggiori possibilità di accesso alle procedure, non eliminano il fatto che servano dei requisiti che la persona deve avere e che l’iter di preparazione della pratica debba essere rispettata nei minimi dettagli.

Per avere la certezza e la garanzia di riuscire ad ottenere la salvezza totale e definitiva dai debiti che non si possono pagare è necessario seguire scrupolosamente tutto l’iter che noi di legge3.it abbiamo testato - ed ormai consolidato in questi anni - e che ci ha permesso di essere gli unici in Italia ad aver ottenuto il 100% delle pratiche portate a buon fine, nei tribunali di tutta Italia… anche in quelli in cui prima non era mai stata fatta nessuna pratica di legge 3. 

Questo “ITER” rappresenta il segreto - per così dire - del successo di Legge.it 

Si tratta della nostra complessa procedura di lavoro, che è stata anche valutata e poi certificata con l’assegnazione del “Certificato Zero Truffe” promosso dallo storico mensile a tutela dei consumatori “il Salvagente”.

Ovviamente è una procedura di lavoro che vede coinvolte decine di persone, tra avvocati, commercialisti, specialisti, consulenti ed amministrativi, che lavorano insieme, con tutta una serie di attività, che devono essere svolte in modo impeccabile.

Anche il successo ottenuto al tribunale di Trapani per Anselmo Tomaino è stato raggiunto applicando queste procedure con estrema attenzione e, considerate le difficoltà impreviste che sono capitate, possiamo dire che ancora una volta il successo deriva dalla grande preparazione.

Il tutto a beneficio di una persona, anzi di una famiglia, che ha finalmente ritrovato la pace e la speranza di un futuro migliore, come puoi leggere nella lettera di ringraziamento che ci ha scritto Anselmo non appena ha ricevuto la buona notizia.

Se anche tu stai vivendo un problema simile e vuoi tornare felice, come hai visto Anselmo e la sua famiglia, pieni di gioia in questa toccante video testimonianza, il primo passo che devi fare per ottenere la libertà definitiva da tutti i debiti che non si possono pagare è semplice e non ti costa nulla:

  • Chiama adesso il numero verde 800 66 25 18 e prenota una consulenza privata, totalmente gratuita, con uno degli specialisti di Legge3.it presenti in tutta Italia.
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Hai ascoltato il video e le parole di Anselmo?

Dai retta all’appello che ha voluto lanciare in questa occasione:

Voglio fare un appello a quelle persone che sono disperate ed hanno bisogno: non demordete, non abbandonatevi, non fare gesti inconsulti, non disperate ma fatevi aiutare da chi professionalmente può farlo. 

Io ho avuto la fortuna di trovare Legge3.it, rivolgetevi a loro per togliervi dalla disperazione! 

Io sono qui per testimoniare tutta la mia forza che ci ho messo grazie a loro, non mi sono disperato, non mi sono fatto abbattere da momenti bruttissimi, ho trovato le persone giuste che mi hanno aiutato. 

Io spero che con la mia testimonianza possa aiutare altra gente.”

Il valore di queste parole è inestimabile, specialmente quando a pronunciarle è una persona vera, in carne ed ossa, tramite una testimonianza spontanea e non costruita a tavolino (non come certe falsissime recensioni che si trovano in certi siti, con foto di modelli americani e nomi di fantasia, senza alcun cognome o nessun altro elemento che provi la loro veridicità). 

Il video che hai visto - ti ricordo - è tratto dalla diretta del 10 marzo 2021, della trasmissione “Capitan Sdebito” che da oltre 2 anni e mezzo racconta senza filtri ogni singolo aspetto della legge sul sovraindebitamento, nei dettagli, con esempi pratici, con casi reali di successi ottenuti da Legge3.it … il tutto in modo semplice e chiaro, e senza dover ricorrere ad incomprensibile  termini tecnici da avvocati.

Lo sforzo emotivo di Anselmo e di tutte le altre persone che in questi anni hanno dato la loro esperienza, con un video, una lettera o anche solo con un commento sui social, non è roba da poco!

Non è facile mettere in piazza i propri problemi, specialmente in Italia.

Ricordiamoci che qui da noi questo tema è vissuto da troppe persone ancora come un Taboo.

Nel nostro paese questo genere di problemi segnano la vita (pubblica e privata, familiare e nel ramo delle amicizie).

  • In Italia, fin dalla prima crisi del 2008 e specialmente in questo periodo post-pandemico, a causa di un profondo senso di impotenza, di sconforto o di vergogna, si sono registrati migliaia di suicidi… ed il numero di tentati suicidi (per fortuna sventati) è ancora più alto.

Ecco perché Psichiatri e Psicologi stanno cercando di rafforzare la loro presenza per il sostegno emotivo di tante persone che percepiscono la loro vita distrutta e senza senso!

Questa testimonianza è importante perché ci sono ancora 7 milioni di sovraindebitati che vivono con la paura di uscire fuori, in strada, perché vivono con il terrore del giudizio altrui, col l’ansia di incontrare il postino che tiene in mano un atto giudiziario con la famosa busta verde, che trasforma una normale giornata in una tragedia emotiva!

  • Milioni di italiani vivono col terrore che il proprio stipendio possa essere fatto a brandelli dall’ennesimo pignoramento; si, perché a differenza di quanto si crede, è possibile subire più pignoramenti del quinto dello stipendio contemporaneamente. 

Un dramma, specialmente per chi ha già delle cessioni del quinto o delle deleghe di pagamento.

Anselmo è testimone anche di questo, perché in questi anni si è visto dimezzare lo stipendio.

Per sua fortuna adesso il suo incubo è finito, la sua vita è tornata serena, la sua famiglia è di nuovo felice ed ha riacquistato la libertà che pensava impossibile riavere!

 

Se anche tu stai subendo tutti i problemi legati al peso eccessivo dei debiti e vuoi scoprire se la legge 3 del 2012 può essere la tua via d’uscita da questo oscuro e spaventoso tunnel allora fai il primo passo adesso, prima che sia troppo tardi. 

 

Richiedi una consulenza gratuita con gli specialisti di Legge3.it chiamando il Numero Verde 800 66 25 18 o compilando il modulo qui in basso.

Buona Vita!

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Se sei Pieno di Debiti - come uscire dall'inferno dei debiti - Libero parla di Legge3.it e Gianmario Bertollo grazie a Vittorio Feltri

Sono pieno di debiti che non riesco più a pagare, come posso uscire da questo inferno?

Sono pieno di debiti che non riesco più a pagare, come posso uscire da questo inferno?

“Ho ricevuto delle cartelle esattoriali che ora mi perseguitano anche durante notte con gli incubi… come posso fare se ho così tanti debiti con equitalia e l’agenzia delle entrate?”

“Cosa mi succederà, visto che ho debiti sia con equitalia che con le banche e le finanziarie ma sono nullatenente, non ho stipendio e non posso più pagare nessuno?”

“Tutto quello che guadagno ogni mese non mi basta più per vivere, ho dovuto fare una cessione del quinto ed ho anche un pignoramento, ho paura di restare debitore a vita

“Per concedere il mutuo la banca ha chiesto la firma del coniuge e dei genitori ed ora che non ho potuto pagare le rate per colpa della crisi, stanno bussando alla porta di tutti… la mia famiglia è sommersa dai debiti, come tornare liberi se non possiamo onorare i debiti?”

Queste sono le domande tipiche che riceviamo ogni giorno da chi ci chiama al numero verde 800662518 e che stanno ormai tormentando i pensieri di milioni di Italiani.

Milioni di famiglie sono state travolte dalla crisi dopo la pandemia e siamo arrivati ad un punto molto critico:

  • ormai per riuscire ad arrivare alla fine del mese, visto che il loro nome è ormai nella lista nera dei cattivi pagatori, si trovano sempre più spesso a cercare “sostegno” altrove, ed ecco che vedono come unica strada quella di chiedere aiuto agli usurai.

Il 2020 ha segnato l’inizio di una crisi economica e finanziaria mondiale ed il nostro paese si sta trovando piegato sulle ginocchia, come non succedeva da anni.

  • Ad Ottobre la CEI ha già lanciato un grave avvertimento, un vero e proprio “allarme usura” che coinvolge 6 milioni di famiglie italiane
  • La Caritas ha dichiarato che c’è stato un aumento di mezzo milione di persone che si sono rivolti a loro per poter mangiare qualcosa. 
  • Abbiamo assistito alle rivolte in strada, piazze piene di Italiani stanchi delle limitazioni e delle promesse del governo che ha sempre disatteso… scene che non vedevamo da anni nelle nostre città.
  • Ma non solo, come era prevedibile e come temevamo tutti, siamo tornati a leggere notizie di cronaca per la disperazione di tanti imprenditori che hanno gettato le speranze e si sono tolti la vita.

Anche l’osservatorio sul sovraindebitamento che abbiamo istituito, ha registrato un incremento preoccupante sul numero di richieste d’aiuto, da parte di chi è coinvolto in una crisi da sovraindebitamento 

Dall’inizio del lock-down c’è stato un aumento del 36% di richieste d’aiuto da parte di privati cittadini, di pensionati ed anche di imprenditori sul sito legge3.it

Una situazione davvero complicata da gestire, al punto che abbiamo dovuto incrementare il numero di addetti ed ormai sono state aperte anche delle “corsie d’emergenza” per la gestione dei problemi più urgenti.

Questo perché il terrore ha invaso le nostre case!

Chi lavora come dipendente nel settore privato ha visto lo stipendio con cui manteneva la famiglia, ridotti in una piccola percentuale, con la cassa integrazione. 

Chi ha una propria attività ha visto ridursi ai minimi storici gli ordini e le vendite ed ha ricevuto solo un piccolo “ristoro” dal governo (somme che spesso non permettono neppure di coprire le spese dell’attività).

Questo “impoverimento” generale ha segnato tutto il nostro sistema economico e finanziario, tanto che si sono disposti i “blocchi” dei mutui e delle cartelle esattoriali… una misura che voleva contenere il danno, ma che presto si rivelerà insufficiente.

“Non si può curare una ferita da taglio profonda, mettendo un cerotto… si rischia di finire dissanguati!”

All’inizio della crisi sanitaria, il problema legato all’economia era trattato poco e con superficialità … solo gli addetti ai lavori più preparati e con esperienza hanno capito che stava per scoppiare la bomba… che il sistema non avrebbe retto a furia di ristori e bonus. 

Noi di Legge3.it abbiamo lanciato l’allarme sovraindebitamento già dall’inizio lock-down - forse lo hai ascoltato anche tu, durante una diretta radiofonica di “Capitan Sdebito” condotta da Gianmario Bertollo. 

Qualcuno ai tempi ci accusava di essere esagerati e di trasmettere ansia alle persone… ma la verità era un’altra: nascondere i fatti reali ci avrebbe reso complici!

Il nostro dovere è sempre stato quello di fare di tutto per aiutare la gente a non lasciarsi travolgere dagli eventi in modo imprevisto. 

Non dobbiamo dimenticarci che il sovraindebitamento non è un evento improvviso, ma la conseguenza di una lunga serie di problemi, personali, familiari, di lavoro, economici e finanziari che si accavallano, fino a diventare dei macigni che schiacciano la testa!

Ecco perché abbiamo aumentato in modo drastico la nostra divulgazione e la nostra comunicazione per sensibilizzare tutti e per far conoscere ai più bisognosi, la sola ed unica via per uscire fuori dal tunnel dei debiti. 

Cosa che invece i politici non hanno fatto, anzi non hanno voluto fare! 

Visto che neppure l’avvocato del popolo, il premier Conte, durante le sue conferenze stampa per annunciare le nuove restrizioni o i vari DPCM, non si è mai sognato di far riferimento all’unica legge che abbiamo nel nostro paese che tutela i diritti di chi è vittima incolpevole del sovraindebitamento: la legge 3 del 2012 - la legge “salva suicidi”.

Il 2020 è stato un anno in cui abbiamo fatto di tutto e di più per aiutare chi è stato travolto da questo problema ed il culmine è stato raggiunto senza dubbio proprio l’ultimo giorno dell’anno.

Il 31 dicembre 2020 Legge3.it e Gianmario Bertollo sono riusciti a portare in prima pagina la legge 3/2012 come unica soluzione all’inferno dei troppi debiti.

Per la prima volta dall’entrata in vigore della legge salva suicidi, questa notizia è stata messa in risalto nella maniera che merita: in prima pagina! 

In prima pagina su uno dei quotidiani nazionali di maggior tiratura: LIBERO.

Certamente non sarebbe stato possibile senza il coraggio e la determinazione del direttore Vittorio Feltri, che ha redatto di suo pugno un intero articolo che ha occupato un’intera pagina del giornale.

Questo si che è stato un vero supporto a chi è vittima di questa piaga sociale, perché la conoscenza è la sola ed unica via che può salvare la gente dalla disperazione!

Il direttore Feltri ha dedicato i suoi apprezzamenti al nostro lavoro ed a Gianmario Bertollo ed ha fatto anche di più: si è espresso in modo chiaro nei confronti dell’ingiustificato silenzio da parte dello stato.

“ Il governo attuale ha promulgato una raffica di decreti “ristori”, ma nessun accenno è mai stato fatto, in nessuna delle decine di conferenze stampa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, né dei suoi ministri, alla possibilità di trovare un vero ristoro nella legge del 2012 [...]”

Ha dichiarato Feltri, ad ha aggiunto:

Trovo disgustoso questo silenzio, una tessera che si affianca alla ragnatela di grassatori, profittatori, creditori feroci, enti schiacciasassi, truffatori che balzano all’assalto della nave in difficoltà.”

Questo articolo che è stato dedicato alla legge 3 del 2012, da uno dei più importanti giornalisti italiani, è da considerare "di interesse sociale” e tutti dovrebbero poterlo leggere.

Ecco perché cliccando qui sotto troverai l’articolo pubblicato su Libero il 31 Dicembre 2020, in formato pdf

Puoi scaricarlo gratuitamente, senza neppure doverti registrare a questo sito.

Questa pubblicazione si deve considerare “storica” - non perché sia stata l’unica volta che un giornale parla della legge3.it o di Gianmario Bertollo, al contrario, nella sezione della rassegna stampa di questo sito potrai renderti conto di quante volte la stampa ed i media nazionali ci hanno dedicato spazio e ci hanno interpellati come esperti.

Si tratta di una pubblicazione storica per due motivi:

  1. La divulgazione è partita direttamente dalla volontà personale del direttore della testata giornalistica, che ha firmato di suo pugno l’editoriale e l’articolo, perché aveva lo scopo di “mettere in risalto” l’importanza di queste informazioni.  
  2.  Il secondo motivo è che questa visibilità così amplificata arriva alla fine di un anno terribile per il nostro paese, come a voler significare un buon auspicio, che le cose possono cambiare e migliorare per tutti quelli che hanno bisogno.

Quello che tutti dobbiamo augurarci è che chi vive il dramma del sovraindebitamento non si lasci mai sconfiggere dalla disperazione. 

La mancanza di speranza è infatti il motivo numero uno che dà il via alle tragedie.

Chi si toglie la vita per queste ragioni lo fa perché non ha più nessuna prospettiva davanti, perché vede ormai tutto buio e non crede di avere nessuna possibilità di liberarsi dai debiti.

► Come farò a mantenere la mia famiglia

► Non riuscirò mai a permettere ai miei figli di studiare per garantirsi un futuro migliore

► Tutti i miei progetti stanno andando in fumo, perderò per sempre tutto quello che ho costruito con sacrificio e sudore della fronte…

► Cosa diranno mai i miei familiari, i miei amici… mi sento un fallito e non merito perdono per aver fatto così tante sciocchezze… è solo colpa mia.

Nasce un senso di frustrazione tale da oscurare la ragione, tutto appare insormontabile… ecco perché è necessario ribadire in tutti i modi ed in tutti i canali di comunicazione, senza sosta e senza tregua che:

Se sei pieno di debiti che non riesci a pagare esiste la soluzione.

Se tutti si trovassero davanti agli occhi questo tipo di messaggio, con la stessa insistenza e la stessa capillarità con cui il governo ci sensibilizza ad usare le mascherine ed a mantenere le distanze con gli altri,  il problema si risolverebbe definitivamente in tempi rapidissimi.

Ma non è così ancora…

La pubblicazione di Vittorio Feltri su Libero non deve restare un caso isolato, ma deve essere il primo di una lunga serie di eventi di comunicazione di massa che devono scuotere gli animi e dare speranza a chi si sente perduto.

Ecco perché è fondamentale sottolineare il fatto che la soluzione al problema dei troppi debiti non è una favola, ma una certezza… perché liberarsi dai debiti è un diritto che la legge italiana ormai riconosce da nove anni!

Chi ha più debiti di quanti ne possa pagare ha il diritto di vederli ridotti e cancellati, grazie alle procedure della legge 3/2012 “salva suicidi”.

Uscire fuori dal tunnel dei debiti è possibile, anzi è certo (se ti affidi a professionisti specializzati).

Liberarsi dai debiti per ripartire puliti è anche garantito (per chi si affida a noi); come hai potuto vedere, navigando su questo sito, legge3.it è l’unica organizzazione a livello nazionale che ha portato a buon fine il 100% delle pratiche, nei tribunali di tutta Italia (anche in quelli in cui non era mai stata fatta una pratica di sovraindebitamento). 

Uscire Fuori dal Tunnel dei debiti significa rinascere

  • Com’è successo ad Amed, che abbiamo aiutato a cancellare l’82% dei suoi debiti con banche, finanziarie ed Equitalia;

 

  • oppure ad Armando, che ha ottenuto la cancellazione dell’80% dei suoi debiti grazie al nostro aiuto;

 

  • ed ancora, com’è stato per Giovanna che da un debito iniziale di 443.000 € dovrà pagarne solo 9.750 € in 5 anni (una riduzione del 98% dei debiti - la maggior parte con Equitalia e poi con banche e finanziarie).

 

E com’è successo a tante e tante altre famiglie che abbiamo aiutato, le cui storie puoi leggere su questo sito e sul gruppo facebook di Legge3.it 

Ed ancora nei prossimi giorni arriveranno nuove sentenze a favore di chi si è affidato a noi per liberarsi dai debiti grazie alla legge 3 e sempre più famiglie saranno salve da questo Inferno!

Se in questo momento anche tu pensi di avere un problema di sovraindebitamento, se non riesci più a pagare tutte le rate che hai, se hai già ricevuto raccomandate da banche e finanziarie che rivogliono i loro soldi, tutti e subito, se hai ricevuto la notizia che vogliono farti dei pignoramenti, se la tua busta paga o la tua pensione è a rischio, o la tua casa o l’auto… 

Insomma, se non sai come fare a far fronte a tutti i tuoi impegni, non perdere la calma!

  • Rivolgiti a noi per una consulenza gratuita che ti permetterà di capire in che modo risolvere il tuo problema grazie alla legge 3 del 2012 

Anche se sei nullatenente o se i tuoi debiti nascono da un’attività in cui eri socio o titolare, o se i tuoi debiti coinvolgono dei tuoi familiari… con la nuova legge 3 adesso ci sono maggiori possibilità.

Compila adesso il modulo qui in basso per essere ricontattato oppure chiama il numero verde 800 66 25 18

La soluzione a tutti i tuoi problemi è sempre più vicina e fare questo primo passo non ti costerà nulla, ma ti cambierà la vita.

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FUORI DAL TUNNEL DEI DEBITI

Il nuovo libro di Gianmario Bertollo, con la prefazione di Vittorio Feltri

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la nuova legge 3

COME SARÀ LA NUOVA LEGGE 3 NEL CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA

ANZI, COM’È GIÀ… dopo il nostro impegno per anticiparne l’entrata in vigore!

Infatti è meglio dire com’è diventata la legge 3 del 2012 dopo che è stata modificata, inserendo le variazioni previste dal Nuovo Codice Della Crisi D’impresa.

Si, al sesto tentativo, le norme sul sovraindebitamento previste dal Codice che entrerà in vigore in settembre 2021, sono diventate immediatamente applicabili grazie al loro inserimento nella legge 3 del 2012.

E’ un grande risultato, ottenuto dall’unione di Magistrati, Associazioni, Professori Universitari e operatori del settore (noi di Legge3.it), che fin dalla comparsa della Pandemia di sono prodigati affinché dette norme fossero anticipate anziché rinviate.

Ma quali sono queste norme?

Le vediamo fra un attimo, prima andiamo ad analizzare il perché sono importantissime.

 

Perché la legge 3 del 2012 ha avuto una così scarsa applicazione pur essendo passati quasi nove anni dalla sua entrata in vigore?

Viene subito da pensare che da molti venga considerata una legge che agevola i furbi.

Me ne rendo conto anche e soprattutto discutendo con le persone o leggendo certi commenti nelle nostre pagine social: “i debiti vanno pagati” oppure “è una legge fatta per i furbi” o ancora “tanto vale indebitarsi e poi ricorrere alla legge”.

Questi sono luoghi comuni.

La realtà però va molto vicino a questo pensiero.

Nel nostro Paese il debitore è ancora visto come un soggetto da combattere, una persona da allontanare dalla società, un delinquente.

La stessa legge fallimentare (che ricordo è contenuta in un Regio Decreto del 1942) è stata scritta con questo obiettivo:

  • allontanare il fallito dalla società.

Tanto più che fino a non molti anni fa, al debitore incappato in un fallimento era proibito poter tentare di riaprire una qualsiasi attività e addirittura gli era proibito il voto alle elezioni.

DECOCTOR ERGO FRAUDATOR” : Debitore Insolvente e quindi Truffatore, diceva un giurista del 1300.

Questa frase fu attribuita infatti a Baldo degli Ubaldi professore di diritto in molte Università dell’epoca, a proposito di chi non riusciva a pagare i propri debiti. 

Questo concetto è così impregnato nella mentalità di avvocati, commercialisti e giudici che è molto difficile da estirpare.

E prende le sue origini da molto prima del ‘300.

  • Nell’antica Grecia per il debitore insolvente era previsto un trattamento severissimo che si riassumeva nella frase “chi non ha denaro, pagherà con il corpo”, e quindi molte volte il debito veniva pagato con la schiavitù se non addirittura con la vita.
  • Le cose non miglioravano nell’antica Roma dove il debitore diventava di proprietà del creditore e quindi lo poteva vendere al mercato degli schiavi.

Soltanto più avanti i debitori vennero distinti in due categorie: quelli in mala fede e quelli in buona fede.

 

I primi continueranno a pagare con il corpo i loro debiti insoluti ma anche per quelli in buona fede i trattamenti non erano poi così magnanimi: rimanevano esclusi dalla vita militare, politica e amministrativa.

Se in principio per loro era proibito anche assistere ai pubblici spettacoli, in un secondo momento furono ammessi in un settore specifico a loro riservato in modo che potessero essere riconosciuti, sbeffeggiati e insultati dal resto del pubblico.

Nei secoli successivi non andò molto meglio per chi non riusciva a onorare i suoi impegni finanziari.

  • Nel 1500 era prevista la morte per chi entro tre mesi non fosse riuscito a stipulare un concordato con i creditori.

Questo succedeva anche nello Stato Pontificio.

  • Nel Regno di Napoli la legislazione bancaria del 1536 prevedeva per i falliti la pena di morte.

Solo nella Serenissima Repubblica di Venezia, che di commercio viveva e capiva forse un po’ più di altri, erano previste per legge trattative fra debitore e creditori.

In quell’epoca, proprio nella Serenissima Repubblica, prese piede l’usanza di spezzare il bancone usato dai banchieri insolventi nelle piazze delle città.

Nasce quindi in quei tempi il termine “bancarotta.

In certi comuni, i falliti venivano fatti girare per la città legati con una corda a un asino vestiti della sola camicia. Da qui nacque il detto restare in maniche di camicia”.

Nel 1779 il Granduca Pietro Leopoldo di Toscana abolì il carcere per i debitori e in seguito la giurisprudenza subì l’influenza del codice di commercio Napoleonico che prevedeva la distinzione tra bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice.

Anche il codice emanato alcuni anni dopo l’unificazione d’Italia del 1865 prevedeva questa distinzione.

E arriviamo al 1942, quando con il Regio Decreto n. 267 del 16 marzo, viene regolamentato il fallimento dell’impresa e dell’imprenditore.

Obiettivo principale, come abbiamo già visto, è quello di dare massima soddisfazione ai vari creditori attraverso una parità di trattamento.

Questa garanzia viene attuata dall’ordinamento attraverso delle procedure che hanno come scopo quello di liquidare il patrimonio dell’imprenditore per soddisfare i creditori.

Queste procedure prendono il nome di procedure concorsuali e prevedono l’intervento dell’autorità giudiziaria.

Lo scopo principale è la drastica riduzione dell’autonomia imprenditoriale mediante la sottrazione all’imprenditore delle disponibilità dei beni e la nomina di un organo con funzioni di controllo sull’esercizio dell’attività.

Ben diversa la visione del fallimento nei paesi anglosassoni e principalmente nel paese più ricco e industrializzato al mondo, gli Stati Uniti d’America.

Negli USA l’opinione comune è che se una persona non ha avuto almeno un fallimento nella sua vita professionale, è una persona incompleta.

Da questo punto di vista la cultura americana è totalmente diversa dalla nostra.

Per loro non è pensabile creare un’azienda di successo senza sbagliare e il fallimento è un elemento naturale del mercato.

Chi fallisce deve essere messo in condizione di rimontare in sella e ripartire.

Ripartire per poter ripagare i debiti contratti precedentemente.

La Legge 3 del 2012 era nata proprio con questi presupposti, cioè dare all’indebitato la possibilità di ripartire da zero e diventare di nuovo risorsa attiva per il Paese.

Qui da noi invece, equiparandola alla legge fallimentare per le imprese, quasi tutti i soggetti coinvolti nella procedura, e quindi avvocati, commercialisti, gestori, OCC e giudici, hanno tenuto sempre la “mentalità punitiva” erede del <<Decoctor Ergo Fraudator>> di antica memoria.

Ma qualcosa sta cambiando e ancora una volta su iniziativa della Comunità Europea che alla fine del 2014 invitava gli stati membri a un nuovo approccio al fallimento delle imprese e dell’insolvenza.

La risposta alla crisi dovrebbe consistere, secondo l’Europa, nel creare un sistema efficiente di ristrutturazione e riorganizzazione delle imprese, che permetta loro di sopravvivere alle crisi finanziarie, di operare in modo più efficace e se necessario di ripartire da zero.

A seguito di queste raccomandazioni, nel 2015 l’allora Ministro della Giustizia Andrea Orlando nominò la cosiddetta commissione Rodorf (dal nome del magistrato chiamato a presiederla).

Compito della commissione era la predisposizione di un disegno di legge per la revisione delle norme in materia concorsuale.

Ne scaturì la legge delega n. 155 del 19 ottobre 2017 diretta a riformare integralmente la materia dell’insolvenza e delle procedure fallimentari.

Dai lavori della commissione, a seguito della legge delega, nacque alla fine del 2018 il Codice della Crisi d’impresa e dell’Insolvenza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 febbraio del 2019.

L’entrata in vigore era fissata per il 15 agosto 2020. Vedremo in seguito che purtroppo questa scadenza non è stata rispettata.

Nel nuovo codice spariscono del tutto le parole fallimento e fallito che tante tragedie umane hanno provocato nel tessuto sociale italiano.

Obiettivo delle nuove norme non è più far chiudere le aziende e liquidare il patrimonio dell’imprenditore per soddisfare i creditori, ma quello di capire in anticipo i segnali di crisi e prendere tutti i provvedimenti necessari per attuare la continuità aziendale ed evitare la liquidazione giudiziale.

Cambia totalmente la visione e cambierà sicuramente anche l’atteggiamento degli addetti ai lavori, anche nei confronti della legge che si occupa di far ripartire gli indebitati minori, cioè quelli che non potevano accedere alle procedure concorsuali, quelli cioè a cui era dedicata una legge lungimirante come la legge 3 del 2012.

Il sovra indebitamento dell’imprenditore “minore” è infatti previsto nel nuovo codice e tutte le norme della legge “salva suicidi” sono conglobate in esso.

La legge3/2012 non viene abrogata – come da tradizione italiana dove convivono 76.000 leggi (in Francia sono 7.000 e in Germania 5.000) molte volte in contrasto fra loro.

Quindi la “nuova legge 3” come ormai ci piace chiamarla, sarà contenuta nel Codice della Crisi d’Impresa e ne prenderà quindi lo stesso spirito.

  • Infatti si allargano le possibilità di aderirvi;
  • si allarga la platea degli aventi diritto;
  • si sono inserite norme che accorciano i tempi per l’esdebitazione
  • e che puniscono le banche e le società finanziarie che non sono molto attende nel valutare il merito creditizio dei clienti.

Vediamo quindi cosa cambia nella nuova legge 3.

Fondamentalmente l’impianto della legge resta lo stesso con lo stesso obiettivo: dare la possibilità ai soggetti insolventi di predisporre un piano di rientro o mettere a disposizione il loro patrimonio per pagare i debiti che possono pagare e vedersi cancellati quei debiti che non riusciranno mai a pagare.

Restano invariati anche i requisiti per poter accedervi e cioè:

  • Essere in stato di crisi o di insolvenza, quindi nello stato che si manifesta con inadempimenti o altri fattori esteriori i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.
  • Che sia un consumatore, un professionista, un imprenditore minore, un imprenditore agricolo o ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero alla liquidazione coatta amministrativa o altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali in caso di crisi o insolvenza.

Restano le tre diverse procedure che però cambiano nome.

  • L’Accordo di Composizione diventa Concordato Minore; 
  • il Piano del Consumatore diventa il Piano di Ristrutturazione dei debiti del Consumatore;  
  • la Liquidazione del Patrimonio diventa la Liquidazione Controllata del Sovraindebitato.

Una importante novità è la Procedura Famigliare

I membri della stessa famiglia possono presentare un unico progetto di risoluzione della crisi quando sono conviventi o quando il sovra indebitamento ha origine comune.

Questo passaggio è molto importante perché non era previsto nella vecchia legge e ogni membro di una stessa famiglia era costretto a presentare una pratica a parte magari per debiti in comune, con aggravio di costi e tempi.

Se uno dei membri della famiglia non è consumatore si potrà accedere solo al concordato minore o alla liquidazione controllata.

  • Oltre al coniuge, si considerano membri della stessa famiglia: i parenti entro il quarto grado e gli affini entro il secondo, nonché le parti di un’unione civile e i conviventi di fatto.

E’ specificato nella legge che la proposta può prevedere anche la falcidia e la ristrutturazione dei debiti derivanti da contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, del trattamento di fine rapporto o della pensione.

Fondamentale questa precisazione perché alcuni Tribunali, pochi in verità, non prendevano in considerazione questi tipi di finanziamenti come stralciabili, mettendo spesso in difficoltà il buon esito delle procedure.

Altra novità importantissima:

  • nella relazione particolareggiata predisposta dall’OCC deve essere indicato “se il soggetto finanziatore, ai fini della concessione del finanziamento, abbia tenuto conto del merito creditizio, valutato il reddito disponibile, dedotto l’importo necessario a mantenere un dignitoso tenore di vita”.

Tradotto in linguaggio pratico, le banche e le finanziarie dovranno stare molto più attente nell’erogare finanziamenti perché, in caso di negligenza, la loro posizione sarà vista negativamente dal giudice nella ripartizione delle somme e nella possibilità di opporsi alle decisioni prese.

A differenza della legge 3 del 2012 il Consumatore non potrà accedere al Concordato Minore.

Nel Concordato Minore una notevole variazione prevede la falcidia anche dei crediti privilegiati purché la proposta sia migliorativa rispetto all’ipotesi liquidatoria. 

  • La soglia di assenso da parte dei creditori nel nuovo codice è prevista al 50% e non più al 60%.

Se pensiamo alla prima scrittura della legge 3 del 2012 che prevedeva un assenso del 70%, poi passato al 60% nella riforma del 2015, vediamo che anche qui l’obiettivo del piano è sempre più quello di una continuità aziendale anziché della liquidazione.

Il Concordato Minore della società produce i suoi effetti anche sui soci illimitatamente responsabili.

Quindi i soci di una snc o di una sas, che finora erano costretti a presentare una pratica per la società, una pratica per loro e magari anche per le mogli, ora con un’unica pratica societaria, ne recepiscono direttamente i benefici.

Il giudice inoltre può omologare la proposta di concordato anche in caso di contestazioni, se ritiene che il credito dell’opponente possa essere soddisfatto attraverso il piano in misura migliorativa rispetto all’alternativa liquidatoria.

Anche questa è una importantissima novità visto che prima molti piani non potevano essere approvati per la mancata adesione dell’Agenzia delle Entrate o di Equitalia, ora chiamata Agenzia delle Entrate – Riscossione.

Nella legge 3 del 2012 la liquidazione, come le altre procedure, era su richiesta volontaria del debitore.

Nel Codice della Crisi potrà essere richiesta anche dai creditori o dal Pubblico Ministero, ma al debitore sarà data la possibilità e il tempo, di presentare una proposta di concordato o piano di ristrutturazione.

Il più grande cambiamento della legge che riguardi i sovra indebitati credo però che sia la Liquidazione del Debitore incapiente e l’esdebitazione di diritto.

Come abbiamo visto in altri articoli presenti sul blog, l’esdebitazione a seguito della Liquidazione non avviene in automatico ma a seguito di domanda del debitore.

La richiesta deve avvenire entro un anno dalla conclusione della procedura e solo in seguito a determinati requisiti tra i quali, il più importante a mio avviso, il fatto che i creditori “almeno in parte siano stati pagati”.

Nella nuova legge 3 l’esdebitazione diventa un diritto e scatta dopo 3 anni dall’apertura della liquidazione.

Ricordo che prima la liquidazione doveva avere una durata minima di almeno 4 anni.

Ciò avverrà a prescindere dalle somme messe a disposizione e quindi potrà essere esdebitato anche il soggetto che non sarà riuscito a mettere nella procedura nessun reddito o patrimonio, il debitore incapiente appunto, come viene chiamato nella nuova legge 3.


Come si può facilmente capire le nuove norme vanno nella direzione suggerita dalla Commissione Europea per dare la possibilità ai soggetti sovra indebitati di liberarsi dai debiti e ripartire puliti.

La riforma, a causa della pandemia, era stata rinviata a settembre 2021 ma grazie all’impegno di aziende come la nostra e personalità del mondo universitario, giudiziario e associativo, siamo riusciti a far modificare la legge 3 del 2012 e a far rendere applicabili quelle norme fin da subito. 

Abbiamo presentato ben sei volte gli emendamenti al governo in questi mesi e finalmente il destino di milioni di persone che lottano ogni giorno contro i troppi debiti è stato ritenuto degno di considerazione tra le mura dei palazzi del potere.


Se anche tu oggi hai più debiti di quanti puoi pagarne e vuoi liberarti di questo problema una volta per tutte la nuova legge 3 è la soluzione che stavi cercando

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DEBITI RIDOTTI DEL 72% E CESSIONI BLOCCATE – [Caso di Successo Legge3.it – Tribunale di Teramo]

Il sovraindebitamento colpisce anche chi si è prestato come garante, i giudici ci hanno dato ragione ancora una volta, ecco la storia.

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Casa salvata dall’asta e debito quasi dimezzato – Legge3.it ottiene uno straordinario “Piano del Consumatore” in 10 anni

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Con Fabrizio Bracconeri Rompiamo il Silenzio: tutti devono conoscere la legge 3/2012 “salva suicidi”

In questo video speciale conoscerai una vera “fase due” per la più importante azione a sostegno dei DUE MILIONI E MEZZO di famiglie italiane che lottano con il sovraindebitamento.

  Hai visto che in questi anni l’opinione pubblica non si è espressa per niente riguardo alla legge che taglia i debiti e ridona libertà alle persone?

  Hai visto che il governo è stato ben attento a non comunicare mai che esiste la soluzione ai troppi debiti?

C’è un motivo a questo silenzio – ovviamente – ed è legato ad interessi importanti (alcuni pensano che siano più  importanti della vita delle persone)!

  Ora ci siamo stancati di aspettare: 

se i potenti continuano a far finta di non sentirci e non fanno nulla per fare conoscere a tutti gli Italiani LA SOLUZIONE al loro dramma, allora saremo noi ad alzare talmente tanto il volume che tutti ci sentiranno!

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CASO DI SUCCESSO: 110.000 € RIDOTTI A 16.800 € – Legge3.it – Sentenza Tribunale di Brescia

✅ Liquidazione del patrimonio… senza patrimonio!

Questa è una di quelle pratiche che “altri esperti” dicevano che non poteva essere portata a buon fine!

 

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COME FARE UNA LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO SENZA AVERE UN PATRIMONIO DA LIQUIDARE?

Ecco i fatti:

  • La legge 3 – conosciuta come la legge “salva suicidi” o “taglia debiti” – esiste dal 2012 e, per molti anni e fino a pochi mesi fa, è stata ignorata sia dai commercialisti che dagli avvocati… anzi, spesso è stata anche SCONSIGLIATA a chi invece poteva trovare la soluzione definitiva al suo problema.

Noi di Legge3.it insistiamo nel divulgare questa soluzione dal 2016, battendoci contro le critiche di chi si crede esperto di soluzione ai debiti, e DIMOSTRANDO CON FATTI CONCRETI che la specializzazione vince a mani basse sulla presunzione!

 

✅ I fatti concreti che continuano a darci ragione sono le SENTENZE a favore dei nostri assistiti.

Sentenze che portano le persone alla libertà dai debiti, dopo che per anni hanno dovuto subire il peso schiacciante di questo problema. Il sovraindebitamento è un male che affligge milioni di Italiani e che è costato la vita a migliaia di persone che hanno gettato la spugna, arrendendosi alla disperazione.

Dall’inizio della nuova crisi economica che ha fatto scattare la pandemia del Coronavirus, la situazione è diventata ancora più seria.

In Italia aumentano i casi di sovraindebitamento ed allo stesso tempo, dopo che per anni noi siamo stati infamati come se fossimo dei truffatori, adesso escono fuori dalle loro tane, una grande schiera di “nuovi esperti” in Legge 3/2012… che però non hanno ancora ben capito come funzionano queste procedure.

 

La cosa peggiore è quando si incontrano avvocati che dirottano i loro clienti verso il baratro, mettendo davanti a tutto un interesse economico o delle speculazioni immobiliari.

 


🎬 In questo video

  • ascolterai la storia di Giuseppe, che grazie al nostro lavoro, ha ottenuto una riduzione impressionante del proprio debito!
  • Da 110.000 € di debiti si è arrivati a ridurre tutto a 16.800 € che verranno pagati in 4 anni con piccole rate da 350€ al mese.
  • Dopo questo periodo Giuseppe sarà libero da tutti i debiti, la quota che non verrà saldata sarà cancellata per sempre e non ci saranno più tracce del suo nome all’interno delle banche dati dei “cattivi pagatori”.
  • Questo successo, come tutti gli altri che abbiamo ottenuto e continuiamo ad ottenere, è frutto di una specifica procedura che è stata anche analizzata e certificata con la certificazione “Zero Truffe”.
  • Noi di Legge3.it siamo gli unici del nostro settore a poter dare la garanzia al 100% ai nostri assistiti… perché ogni pratica segue una strada ben definita, già prima di essere “lavorata”. In questo video ascolterai anche, direttamente da Gianmario Bertollo, come viene trattata ogni situazione di sovraindebitamento che seguiamo… partendo dalla consulenza gratuita con gli Specialisti Legge3, fino alla stesura dell’analisi (Report di Garanzia) etc…

 


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Debiti: alleati con la legge per sconfiggerli

Questo articolo è stato pubblicato su “MERENDA MONTHLY, mensile dedicato ai piccoli imprenditori che fanno grande l’Italia”

COME LIBERARSI DEFINITIVAMENTE DAI DEBITI E RIPARTIRE PULITO GRAZIE AD UNA LEGGE POCO CONOSCIUTA.


<< Ecco, la lobby dei grandi creditori ci tiene nascoste le cose perché così ci riempiamo di debiti e saremo sempre schiavi delle banche e dello Stato.>>

Questa la frase più ricorrente quando parlo con un mio potenziale cliente della legge 3 del 2012 , la cosiddetta “salva suicidi”.

Sono Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it insieme a mia moglie Maria Sole.

Dopo aver conosciuto Frank Merenda nel 2105 abbiamo frequentato praticamente tutti i suoi corsi e dopo Marketing Merenda del 2016 a maggio e Vendere con le PR a settembre, avevamo le idee molto chiare di quello che volevamo fare.

Nasce così Legge3.it e il suo supereroe “Capitan Sdebito” per poter dare una mano a tutte quelle persone (anche piccoli imprenditori) che si trovavano in forte stato di sovraindebitamento, cioè avevano debiti così alti che non sarebbero mai riusciti a pagare.

Mi rendo conto che non è propriamente il target di questa rivista ma Frank mi ha chiesto di scrivere un articolo perché sicuramente potrà essere utile se non agli imprenditori illuminati che la stanno leggendo, magari ad un loro collega, attualmente in forte difficoltà.

Facciamo un passo indietro nel tempo:

  • dal 2007 ad oggi sono fallite in Italia 120.000 aziende con la perdita di oltre 1 milione di posti di lavoro. In questi numeri non sono comprese quelle che hanno chiuso volontariamente.

L’istat stima che sono oltre 1,5 milioni le famiglie in forte stato di sovraindebitamento, quelle cioè che non riescono a far fronte ai loro impegni con le banche, il fisco, le finanziarie o i fornitori.

Come sappiamo nel nostro Paese il tessuto imprenditoriale è formato per il 95% da microimprese  (cioè da aziende che fatturano meno di 2 milioni di euro e hanno meno di 10 dipendenti). La forma giuridica più usata è la classica Società in Nome Collettivo (snc) o Società in Accomandita Semplice (sas) società di persone a responsabilità illimitata, che in parole terra terra significa che i debiti dell’azienda cadono direttamente sulle spalle dei soci.

I più sofisticati e attenti hanno usato le Società a Responsabilità Limitata (srl) ma hanno poi firmato in banca come garanti e fideiussori per avere fidi e castelletti dove scontare fatture e ricevute bancarie. Ecco quindi che sono diventati illimitatamente responsabili dei debiti dell’azienda.

Che succede quindi dopo il fallimento o la chiusura?

Succede che i creditori che non riescono ad avere i loro soldi perché la ditta è ovviamente sotto-capitalizzata, si rivolgono ai soci che hanno invece la loro bella villetta con giardino, l’appartamento al mare e pure in montagna.

Scattano i pignoramenti, i beni vanno all’asta e grazie al crollo del mercato immobiliare le loro proprietà vengono letteralmente svendute con il risultato che non hanno più i loro beni ma hanno ancora quasi tutti i loro debiti.

E inizia una vita da fantasma:

  • appena trova un lavoro lo stipendio viene pignorato;
  • se ha un’auto Equitalia applica il fermo amministrativo;
  • nessuna banca si sogna nemmeno lontanamente di rilasciargli una carta di credito;
  • se volesse riaprire un’attività la deve intestare al figlio o alla moglie e nessuna banca ti darà un minimo di affidamento.

Questo fino a pochi anni fa.

Ora è possibile ripartire e tornare ad essere una risorsa per la propria famiglia e per l’intera comunità

  • Grazie ad una legge approvata nel 2012 dal governo italiano, su forte spinta dell’Europa.

In quel periodo infatti andava di moda da parte dei nostri politici, giustificare ogni salasso con la frase “ce lo chiede l’Europa”.

L’Europa ci ha chiesto anche di metterci al pari di tutti i Paesi evoluti e fare in modo che la gogna a cui è sottoposto un soggetto sovraindebitato possa un giorno vedere la fine.

Prende vita quindi nel gennaio di quell’anno la legge 3 del 2012 e siccome in quel periodo nasceva anche la moda di dare un nome alla legge (salva Italia, riparti Italia ecc.) è stata chiamata la “Salva Suicidi”.

In quei periodi infatti, a causa della sconvolgente crisi in atto, era cronaca di ogni giorno il fatto che un imprenditore aveva deciso di farla finita, magari dopo l’arrivo di una cartella esattoriale o dopo la telefonata del direttore della banca che gli chiedeva il rientro immediato del fido.

Nei Paesi Anglosassoni questa legge esiste da sempre, in Germania da 50 anni, in Francia dal 1989, in Spagna è chiamata “Segunda Oportunidad”.

  • In Francia, nel periodo 1995-2005 e quindi in anni pre-crisi, sono state presentate 1,5 milioni di pratiche.

Ovviamente da noi le cose le facciamo come al solito “ad fallum canis”, e infatti ci sono voluti 3 anni e una quasi completa riscrittura perché si cominciasse a capire come poterla applicare.

E fu così che nel gennaio 2015 a Busto Arsizio una ex imprenditrice, ora impiegata (per di più in Cassa Integrazione) si vede ridurre dal giudice una cartella Equitalia dell’87%.

  • Infatti il tribunale ha decretato che in base al suo attuale reddito la signora avrebbe potuto pagare solo 11.000 € anziché 86.000 €.
  • Il restante debito è stato definito inesigibile da parte del creditore.

Vediamo come funziona questa legge e soprattutto partiamo dal vedere qual è il suo obiettivo:

dare al piccolo imprenditore, all’agricoltore, al libero professionista, alle piccole società, agli agenti di commercio la stessa opportunità che invece hanno le aziende definite “fallibili”.

Poter dire infatti, in caso di forti difficoltà, tiro una riga e riparto da capo, pulito dai debiti.


La legge prevede 3 possibili soluzioni a seconda del tipo di debitore.

  • Se il debitore ha contratto debiti nello svolgimento di un lavoro autonomo o come socio di  un’azienda, è previsto l’Accordo di Composizione della Crisi, cioè un piano di rientro che deve essere accettato da almeno il 60% dei detentori del credito.
  • Se il debitore è un soggetto che ha contratto debiti nella vita privata, come mutui o finanziamenti è prevista anche per lui la possibilità di proporre un piano di rientro proporzionato alle sue capacità reddituali (Piano del Consumatore). In questo caso non è previsto l’assenso dei creditori.
  • Nel caso non ci siano le condizioni per aderire alle prime due soluzioni o nel caso le due soluzioni non vengano accettate dal giudice, si può optare per la Liquidazione del Patrimonio, procedura della durata minima di 4 anni, che prevede la messa a disposizione da parte del debitore del suo patrimonio personale, che la maggior parte delle volte è già stato pignorato o già addirittura in fase di esecuzione.
  • La messa in vendita da parte di un liquidatore del patrimonio, andrà a cancellare tutti i debiti, qualunque sia la cifra realizzata.

Nel caso non ci fosse un patrimonio da mettere a disposizione è possibile lo stesso aderire mettendo a disposizione una parte del proprio reddito, quella parte che eccede i bisogni personali e famigliari.

Per quattro anni quindi il debitore sarà tenuto a versare una cifra e alla fine, il denaro versato andrà a cancellare i debiti esistenti.

Alla fine del periodo di liquidazione, se il debitore sarà stato “meritevole” e cioè non avrà ostacolato la buona riuscita dell’operazione, potrà richiedere il certificato di esdebitazione.

Da quel momento i poi sarà pulito da ogni debito e nulla risulterà nelle varie centrali rischi.

Non si tratta di una procedura semplice ed è per questo che è bene affidarsi a dei professionisti che conoscono bene la legge e la sua applicazione.

  1. Si deve far domanda al giudice delegato del tribunale competente in base alla residenza del debitore.
  2. Il giudice una volta valutata la presenza dei requisiti richiesti nomina un professionista che ha il compito di valutare il piano presentato.
  3. Devono essere ben chiari i tre aspetti fondamentali e cioè il Patrimonio, Il Reddito e la posizione Debitoria, che uniti alla storia del soggetto, e cioè il  Mereperché è venuto a trovarsi nella attuale situazione di sovraindebitamento, daranno le informazioni necessarie a far sì che la sua domanda di ammissione ai benefici della legge 3 possa essere accolta.

In conclusione possiamo dire che si tratta di una legge di civiltà, che dà la possibilità a chi per motivi vari si  trova in una situazione di sovraindebitamento, di poter ripartire e diventare nuovamente una risorsa per se, per la sua famiglia e per l’intera comunità.

Compito nostro è farla conoscere e farla applicare ed è per questo che mi sento di ringraziare Frank Merenda per la grande opportunità che mi ha dato con questo articolo [Clicca Qui Per Visualizzarlo all’interno del Merenda Monthly]

Buona vita!

Gianmario Bertollo


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